Una massiccia ondata di droni ha colpito nella notte Mosca. Almeno due morti: oltre 1.600 droni intercettati

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AgenPress. Una massiccia ondata di droni ha colpito nella notte Mosca e la regione circostante, provocando almeno due morti e danni a infrastrutture civili e industriali. L’attacco è avvenuto mentre la Russia si appresta a concludere le elezioni legislative.

Secondo i dati diffusi dalle autorità russe, la difesa aerea ha intercettato e abbattuto centinaia di droni diretti verso la capitale. Nelle prime ore della mattina, il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin aveva riferito di 186 droni abbattuti dall’inizio della giornata. Il dato è stato successivamente aggiornato dalle autorità, mentre il conteggio complessivo è rimasto in evoluzione durante l’attacco.

La stessa TASS, sulla base delle comunicazioni di Sobyanin, ha riferito nelle prime fasi dell’attacco di decine di droni neutralizzati in rapida successione: inizialmente 14, seguiti da altri gruppi di 20, 27 e 15 velivoli.

Le conseguenze più gravi sono state registrate nella regione che circonda la capitale. Secondo le autorità locali, due persone sono morte negli attacchi. Nel distretto di Ramenskoye, inoltre, circa 400 persone, tra cui 70 bambini, sono state evacuate da un edificio residenziale dopo un incendio provocato dalla caduta di un drone. Diverse abitazioni hanno riportato danni.

Nella capitale, invece, non sono state inizialmente segnalate vittime. Un impianto all’interno della raffineria di Mosca è stato danneggiato durante l’attacco, secondo quanto comunicato da Sobyanin.

In una dichiarazione successiva, il sindaco di Mosca ha definito l’offensiva un attacco «senza precedenti». Secondo Sobyanin, le forze russe avrebbero intercettato oltre 1.600 droni dall’inizio dell’ondata di attacchi, dei quali circa 450 diretti verso Mosca.

Il sindaco ha inoltre sostenuto che l’operazione sarebbe stata pianificata con l’obiettivo di «perturbare» le elezioni legislative russe, che entrano nella loro giornata conclusiva. Secondo la sua ricostruzione, l’obiettivo non sarebbe stato raggiunto. Le dichiarazioni sull’obiettivo dell’attacco sono tuttavia attribuzioni delle autorità russe: l’Ucraina non ha rivendicato l’operazione né commentato immediatamente le accuse di Mosca.

Tra i siti colpiti figura la raffineria petrolifera di Mosca, dove un impianto è stato danneggiato. Sobyanin ha riferito che alcuni droni sono riusciti a raggiungere l’area dello stabilimento.

L’impianto era già stato interessato da precedenti attacchi durante il conflitto. L’entità complessiva dei danni provocati dall’ultima incursione è ancora oggetto di valutazione.

L’intensa attività dei droni ha avuto ripercussioni anche sul traffico aereo. Durante la notte sono state introdotte restrizioni temporanee negli aeroporti dell’area di Mosca, tra cui Domodedovo e Zhukovsky, nell’ambito delle misure di sicurezza adottate dalle autorità russe.

L’attacco arriva in un momento particolarmente delicato per la Russia, con il Paese impegnato nell’ultima giornata delle elezioni legislative. Sobyanin ha descritto l’offensiva come il più grande attacco di droni contro la capitale fino a quel momento.

Le cifre relative ai droni intercettati sono cambiate più volte nel corso della notte, man mano che il sindaco e le autorità regionali pubblicavano nuovi aggiornamenti. Per questo motivo, il bilancio di 186 droni va riferito alla fase specifica dell’attacco in cui è stato comunicato, mentre il conteggio successivo ha raggiunto numeri più elevati.

Al momento, dunque, il bilancio più grave riguarda due vittime nella regione di Mosca, danni alla raffineria della capitale e diversi edifici residenziali interessati dalla caduta di droni o detriti. L’Ucraina non ha fornito, nelle prime ore, una propria ricostruzione dell’attacco.

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