AgenPress. Nessun passo avanti sul fronte della diplomazia, né alcuna reale intenzione da parte della Russia di mettere fine al conflitto in Ucraina. L’Alta rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea, Kaja Kallas, ha tracciato un quadro netto e privo di illusioni a margine della riunione dei ministri degli Esteri del G20 ad Atlanta, sferrando un duro attacco nei confronti di Serghei Lavrov.
Intervistata dall’agenzia AFP, Kallas ha risposto con un perentorio «No» alla domanda se il ministro degli Esteri russo avesse mostrato durante i lavori una qualche disponibilità al dialogo o segnali di apertura verso trattative di pace.
«Naturalmente ha avanzato molte menzogne e molte tesi false, che siamo poi riusciti a smentire punto su punto nel corso del dibattito», ha dichiarato il Capo della diplomazia europea.
Secondo Kallas, il rappresentante del Cremlino si è limitato a riproporre la consueta narrazione propagandistica moscovita, accusando Kiev di ostacolare il dialogo e cercando di scaricare sui Paesi occidentali la responsabilità del prolungamento del conflitto.
Oltre a denunciare l’atteggiamento della delegazione russa, il capo della diplomazia UE ha rivolto un richiamo al vertice globale per una maggiore determinazione della comunità internazionale. Kallas ha espresso rammarico per il fatto che non tutti i messaggi inviati nei consessi internazionali risultino sufficientemente chiari ed incisivi. «Per noi europei è evidente che la massima pressione debba essere esercitata esclusivamente sull’aggressore affinché metta fine a questa guerra», ha ribadito l’Alta rappresentante.
Il vertice dei ministri degli Esteri ad Atlanta — incontro preparatorio in vista del summit dei leader — ha confermato le profonde spaccature e la distanza tra il blocco occidentale e Mosca. Le dichiarazioni di Kallas evidenziano come, nonostante i tentativi di contatti diplomatici a margine dei grandi consessi globali, la posizione di Mosca rimanga del tutto rigida e priva di aperture concrete verso un cessate il fuoco.
