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Amministrative, Verini (PD): “M5S interlocutore naturale, ma a Roma non possiamo appoggiare Raggi”

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AgenPress. Walter Verini, tesoriere nazionale del PD, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sulle elezioni amministrative. “Il pragmatismo della destra porta le forze di destra a mettersi d’accordo e presentarsi unite, le forze di sinistra invece soffrono spesso dell’incapacità di stare insieme –ha affermato Verini-. Con Letta abbiamo l’idea di ricostruire un campo progressista grazie al quale poter competere. Per competere con la destra occorre costruire un campo più largo, è ovvio che i 5 Stelle siano un interlocutore naturale, la loro stabilizzazione con la leadership di Conte è per noi un auspicio e se questo accadesse potremmo lavorare su contenuti politici per fare degli accordi.

A Roma veniamo da 5 anni di amministrazione Raggi che noi critichiamo fermamente, siamo stati all’opposizione per 5 anni e diamo un giudizio negativo come molti romani. Pensiamo che ci sia bisogno di ridare alla città di Roma quello che manca dal 2008, quando c’erano amministrazioni attente in maniera maniacale ai bisogni quotidiani dei cittadini e che avevano una visione della città come grande capitale europea. Dall’ultima amministrazione Veltroni Roma non ha più avuto una guida degna di una capitale. Roma ha bisogno di una svolta, di un’amministrazione, di un progetto che la risollevi. Gualtieri risponde a questo identikit, anche Calenda ha detto che se non arriverà al ballottaggio sosterrà Gualtieri.

La Raggi legittimamente si è ricandidata, ma non è facile costruire il rapporto con i 5 Stelle nelle città dove loro hanno governato e noi siamo stati all’opposizione. Nelle città noi lavoriamo per un’alleanza al primo turno ove possibile, altrimenti al ballottaggio. Penso che un elettore 5 stelle, se dovrà decidere tra Gualtieri e il candidato del centrodestra al ballottaggio, sceglierà Gualtieri”.

Sui migranti. “Noi pensiamo innanzitutto all’Europa, non quella ragionieristica dell’austerità, un’Europa nuova che non sia lontana anche sul fronte dell’immigrazione. Se prevalesse il prima gli italiani in maniera egoistica, gli altri Paesi, se vincessero gli alleati di Salvini, si comporterebbero allo stesso modo. La strada è fare un’azione politica per ottenere che nella gestione di temi drammatici come quello dell’immigrazione l’Italia non rimanga da sola”.

Riguardo agli incidenti sul lavoro. “Il tema vero è che le leggi per la tutela della sicurezza sul lavoro ci sono, mancano i controlli, non c’è un coordinamento tra le agenzie e gli ispettorati, manca anche una cultura della prevenzione”.

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