ANCRI: le istituzioni e il servizio pubblico radiotelevisivo hanno il dovere di prendere le distanze dal linguaggio che alimenta la violenza

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Agenpress. Il 27 gennaio, Eliana Tagliente – Cavaliere OMRI – nella veste di Delegata nazionale alle Pari Opportunità dell’Associazione Nazionale Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana (ANCRI), ha espresso il suo disappunto al Presidente della RAI, alla Commissione Pari Opportunità RAI e alla Commissione parlamentare di Vigilanza dei servizi televisivi, ritenendo che la direzione artistica del Festival di Sanremo debba rispettare quei valori insiti nella nostra Costituzione, nelle Convenzioni europee e nello stesso Contratto televisivo pubblico che impone di “superare gli stereotipi di genere, al fine di promuovere la parità e di rispettare l’immagine e la dignità della donna anche secondo il principio di non discriminazione”

Con la missiva, la delegata alle pari opportunità dell’ANCRI, esprime il suo disappunto sulla scelta di ammettere a Sanremo artisti che abbiano, nel loro repertorio, diffuso testi (e videoclip) di istigazione al femminicidio e comunque di particolare volgarità; nel caso di specie si è riferita all’ammissione all’edizione 2020 del rapper Junior Cally, che, come noto, pur avendo preso di recente le distanze dai suoi stessi testi (al fine di contrastare i diffusi dissensi) ha nel suo repertorio canzoni come “Strega” contenenti frasi come queste: «Questa non sa cosa dice. Porca tro*a, quanto ca**o chiacchera? L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa. C’ho rivestito la maschera».

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Benché si presenti al Festival con un’altra canzone, la rappresentante dell’ANCRI ritiene che dare “visibilità” ad un personaggio che ha scritto e postato sulla rete videoclip inneggianti allo stupro rappresenti un pericolo quantomeno emulativo. Avere nel repertorio testi di simile violenza dovrebbe comportare, quale regola generale, l’impossibilità di essere ammessi al Festival.

Nella lettera viene precisato che ove le scuse postume, come in questo caso, bastassero ad essere ammessi, si autorizzerebbe implicitamente la diffusione di ideologismi e testi che il servizio televisivo pubblico dovrebbe invece contrastare severamente. Le scuse pubbliche a ridosso di un’ammissione al Festival, non possono essere un escamotage per far ratificare ogni linguaggio e contenuto.

La RAI, ha concluso l’esponente dell’Associazione degli Insigniti al Merito della Repubblica, ha il dovere di svolgere un ruolo educativo importantissimo nel contrastare la diffusione di ogni testo che contenga volgarità o riferimenti alla violenza contro le donne.

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L’Ancri ha apprezzato particolarmente la pronta risposta del Presidente della Rai Marcello Foà, che nella stessa giornata del 27 gennaio, esprimendo condivisione sui contenuti della segnalazione ha trasmesso la lettera per le conseguenti valutazioni di competenza allo staff dell’Amministratore delegato.

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