Bellanova: “Non può parlare di Agenda Draghi chi ha costruito un’alleanza Arlecchino”

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AgenPress. Vendetta, risentimento, personalismi: sono questi i “sentimenti negativi”, per la presidente di Italia Viva Teresa Bellanova, Viceministra alle Infrastrutture e Mobilità sostenibili, oggi ai microfoni di Radio Leopolda in dialogo con Roberto Giachetti, ad avere prevalso nello schema messo a punto nelle ultime ore nel centro sinistra dove, dice ancora l’esponente di IV, non ha “di sicuro prevalso la buona politica visto che si è puntato non ad includere per vincere contro il centro destra ma ad escludere, creando ulteriori divisioni in quello che dovrebbe essere il mondo dei riformisti”.

“Siccome noi amiamo la buona politica e siamo persone libere”, ha detto ancora Bellanova, “faremo una campagna di ascolto e di proposta con dignità, perché siamo quelli che agiscono senza padrini e senza padroni e ai posti garantiti preferiamo il coraggio delle proposte.

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Ieri invece si è registrata una concezione proprietaria ed è andato in onda uno spettacolo, dopo giorni e giorni di tira e molla, che dovrebbe indignare le persone di buon senso”.

Un fronte dove si è messo insieme tutto e il suo contrario, per dirla con Giachetti, e per questo, afferma lapidaria Bellanova, “devono smetterla di parlare di Agenda Draghi e di fare riferimento a Draghi perché Draghi è, e lo ha dimostrato senza ombra di dubbio, competenza, credibilità, autorevolezza. L’alleanza Arlecchino, che mette insieme persone con idee diametralmente opposte praticamente su tutto,  non può essere contrabbandata come operazione politica, perché non lo è.

Sappiamo già”, ha proseguito Bellanova, “che in autunno crisi energetica e crisi economica morderanno ai fianchi della popolazione, e sarà dura. Chiedo allora: quale sarà la posizione di questa Alleanza su rigassificatori, transizione energetica, politiche del lavoro, reddito di cittadinanza? Sulla povertà noi lo abbiamo detto con chiarezza: reddito di inclusione e politiche attive. Non ho sentito in questo fronte una voce altrettanto unica e chiara mentre al momento siamo all’assurdo di contare almeno tre contratti firmati dal segretario Letta: uno con Calenda e ovviamente anche Carfagna e Gelmini, uno con Fratoianni e Bonelli, visto la proposta di incontro, uno con Di Maio. Ma che c’entra tutto questo con l’Agenda Draghi? Diciamolo con chiarezza: è un’operazione di potere ribattezzata con la formula edulcorata del diritto di tribuna, che garantirà chi si candida nei collegi sicuri con il proporzionale. Lo ritengo un modo indegno anche di selezionare classe dirigente”.

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