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Cavalla muore durante il Longines Global Champions Tour. LAV: si faccia chiarezza sulle cause del decesso

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AgenPress. La LAV critica il Longines Global Champions Tour, la manifestazione equestre di salto ad ostacoli prevista dal 16 al 18 settembre al Circo Massimo,  che è stata recentemente funestata dal decesso di una cavalla. L’animale stava eseguendo il Carosello dei Lancieri di Montebello quando improvvisamente si è accasciato ed è deceduto sotto gli occhi increduli degli spettatori.

“Una morte insensata, una vita spezzata che si aggiunge al lungo elenco di cavalli morti o infortunati per gli sport equestri, gli unici sport nei quali ad un animale è richiesto di competere in velocità, forza, resistenza e abilità suo malgrado perché mai parteciperebbe ad una gara o ad una olimpiade – dichiara Nadia Zurlo, responsabile LAV Area Equidi – Non smetteremo mai di condannare le manifestazioni che coinvolgono animali in eventi equestri, corse, palii, nell’ippica e altre attività che provocano forti stati di stress, disagio e sofferenza fisica e emotiva”.

In un post pubblicato su Facebook il 28 agosto, la Sindaca Raggi si era vantata di essere riuscita a raddoppiare e portare il Longines Global Champions Tour nel Circo Massimo, come richiesto dagli organizzatori. L’amministrazione comunale ha concesso agli organizzatori dell’evento una speciale riduzione del 40% del canone per l’occupazione del suolo pubblico.

https://www.facebook.com/469144566601331/posts/1990946477754458/.

“Dopo Piazza di Siena, il Longines Global Champions Tour è il secondo evento equestre a cui nel 2021 l’amministrazione comunale di Roma ha dato forte risonanza e sostegno, concedendo la storica prestigiosa location del Circo Massimo e tariffe agevolate  – dichiara David Nicoli, responsabile della sede LAV di Roma – La cosa ci amareggia ma non ci stupisce in quanto tutte le promesse elettorali della sindaca Raggi del 2016  in tema di tutela degli animali-non-umani sono state clamorosamente disattese. Vogliamo chiarezza sulle responsabilità della morte di questa sfortunata cavalla e ci auspichiamo che simili assurde competizioni “sportive”, che vedono l’impiego forzato di animali innocenti, non trovino più spazio in una Roma rispettosa dei diritti di tutti i suoi cittadini, siano essi umani che non-umani”.

“La Sindaca Raggi ha definito l’evento la ‘Formula 1 dell’equitazione’ come se i cavalli fossero macchine da corsa e non esseri senzienti – dichiara Anna Cavalli, responsabile Area Equidi LAV Roma –  I cavalli non condizionati e non addestrati all’uomo hanno comportamenti e abitudini completamente diversi da quelli a cui l’uomo li obbliga. I cavalli sono animali erbivori, nomadi e sociali. L’equitazione li obbliga a vivere scuderizzati, su piste e gabbie di partenza. Sarebbe doveroso domandarsi se è giusto ed etico privare un cavallo di ogni diritto alla libertà, allontanarlo dal suo branco, domarlo, addestrarlo, sellarlo, costringerlo a comportamenti contrari alla sua indole in ambienti inadatti alle loro specifiche caratteristiche etologiche. Nell’immaginario collettivo si tende pensare che ai cavalli sportivi venga riservato un trattamento esclusivo e una serena vecchiaia. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, non è così. Quando questi cavalli si infortunano o non sono abbastanza competitivi per correre, escono dal circuito sportivo per essere impiegati in altre attività, fino al giorno in cui diventano un peso di cui doversi disfare”.

 

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