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Clima. Wwf, allevamenti intensivi producono 14,5% gas serra. Ridurre consumo di carne

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AgenPress – In Italia per ogni 100 abitanti,  vi sono 11 mucche, 14 maiali, 11 pecore. Per il WWF è urgente ripensare al sistema alimentare globale, a partire dagli allevamenti intensivi.  La campagna #Food4Future per ridurre drasticamente il consumo di carne e chiedere maggiore trasparenza di etichette e maggiori regole per allevamenti integrati nel ciclo biologico naturale.

Di tutti i sistemi umani che utilizzano a proprio beneficio le risorse naturali, il maggior responsabile della crisi ecologica che stiamo affrontando è quello alimentare. In primis la filiera della carne di cui gli allevamenti intensivi sono da soli responsabili del 14,5% delle emissioni totali di gas serra, utilizzano circa il 20% delle terre emerse come pascolo e il 40% dei terreni coltivati per la produzione di mangimi. Gli animali commerciati o allevati insostenibilmente sono, inoltre, pericolose fonti di malattie zoonotiche, gravi altre minacce per il Pianeta e per la nostra stessa specie. Per il WWF sono tutte ragioni sufficienti per lanciare il report “Dalle pandemie alla perdita di biodiversità. Dove ci sta portando il consumo di carne”. L’analisi presenta numeri scioccanti e invita a una riflessione verso un ripensamento globale dell’attuale sistema di produzione e consumo della carne e dei derivati animali.

Il Wwf chiede che si “eliminino gli allevamenti intensivi industriali” e che l’Ue e l’Italia non diano loro più sussidi e sostengano invece “aziende agricole che producono con metodi biologici e estensivi”.

Negli ultimi 50 anni, afferma il Wwf, “i consumi di carne hanno subito un netto incremento a livello globale, tanto che oggi nel mondo il 70% della biomassa di uccelli è composto da pollame destinato all’alimentazione umana. Solo il 30% sono uccelli selvatici. Ogni anno vengono macellati a scopo alimentare 50 miliardi di polli, di cui circa il 70% allevati in maniera intensiva. Il 60% del peso dei mammiferi sul Pianeta è costituito da bovini e suini da allevamento, il 36% da umani e il 4% da mammiferi selvatici”.

“Se vogliamo dare un futuro al Pianeta non basta più pensare ad abbattere le emissioni di Co2, dobbiamo ridurre le emissioni del sistema food che sono deforestazione, perdita di biodiversità, inquinamento e distruzione di ecosistemi” afferma Isabella Pratesi, Direttore Conservazione di Wwf Italia.

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