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G20. Clima, minimum tax e vaccini. Draghi, più andiamo avanti con le sfide più è necessario il multilateralismo

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AgenPressNel primo giorno del summit a Roma, i Venti (Argentina, Australia, Brasile, Gran Bretagna, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Messico, Russia, Sudafrica, Arabia saudita, Corea del Sud, Turchia, Stati Uniti, Unione Europea) hanno approvato l’accordo sulla minimum tax con l’impegno ad attuarla entro la data del 2023 fissata nel quadro Ocse, ratificando i due pilastri dell’intesa.

L’impegno a contrastare “una minaccia esistenziale”, riconoscendo che l’impatto di un aumento delle temperature di 1,5 gradi è “molto inferiore” di quello derivante da un incremento di 2 gradi, è al centro di una bozza di dichiarazione sul clima del G20 a Roma.

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Nel testo, stando a fonti di stampa internazionali, si rilancerebbero gli obiettivi già prefigurati nel 2015 dagli Accordi di Parigi. “Riconosciamo che le conseguenze del cambiamento climatico con un aumento della temperatura di 1,5 gradi sono molto inferiori rispetto a quelle derivanti da un incremento di 2 gradi e che per questo deve essere adottata un’azione immediata”.

Ancora ieri il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha chiesto ai capi di Stato e di governo di scongiurare “una catastrofe” e di “accelerare il passo” sugli “obiettivi climatici”.    Al centro dei lavori a Roma anche i temi della sanità, con la lotta contro la pandemia di Covid-19 e l’impegno in favore di una distribuzione dei vaccini meno iniqua a livello planetario. L’obiettivo fissato è garantire una copertura vaccinale al 70 per cento della popolazione mondiale entro la metà del 2022.

“È bello vedervi tutti qui. La pandemia ci ha divisi così come ha fatto con tutti i nostri cittadini. E poi anche “il protezionismo e il nazionalismo”, ha detto il premier nel discorso di apertura.

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Pandemia, tasse eque, cambiamenti climatici, “più andiamo avanti con le sfide più è chiaro che il multilateralismo è la migliore risposta” e “andare avanti da soli non è un’opzione. Dobbiamo lavorare per superare le nostre differenze”. “Adesso possiamo finalmente guardare al futuro con ottimismo. Azione coordinata da parte dei governi e vaccini hanno permesso all’economia globale di riprendersi. Insieme stiamo costruendo un nuovo modello economico di cui il mondo beneficerà. Dobbiamo essere consapevoli delle sfide che ci aspettano perché la pandemia non è finita”.

Il presidente del Consiglio ha poi parlato dell’importanza di un’equa distribuzione dei vaccini: “Nei Paesi ad alto reddito oltre il 70% della popolazione ha avuto la prima dose, solo il 3% nei paesi più poveri: sono differenze inaccettabili. Siamo vicini al 40% della popolazione vaccinata entro la fine del 2021 e adesso dobbiamo raggiungere il 70% nella metà del 2022. Bisogna investire nella ricerca e abbattere le barriere commerciali per incentivare le vaccinazioni”, ha concluso il premier che, in un passaggio del suo intervento ha sottolineato il lavoro svolto dall’Italia per promuovere una ripresa più equa.

“Il Global Health Summit di Roma – ha detto – ha visto Paesi e aziende impegnarsi generosamente per fornire  vaccini ai Paesi più poveri: dobbiamo essere sicuri di onorare le  promesse”.

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