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Inchiesta camici. L’ipotesi della firma falsa della madre di Fontana. Focus su 2,5 mln

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AgenPress – Spunta  l’ipotesi che la firma dalla madre di Attilio Fontana usata per aprire il conto all’Ubs di Lugano nel 2005 sia falsa.

Da quanto emerso, Fontana era delegato ad operare sul conto aperto dalla madre nel ’97 (chiuso successivamente), su cui erano depositati circa 3 milioni di euro poi confluiti nel rapporto bancario aperto nel 2005. Su quest’ultimo conto, invece, il governatore non avrebbe avuto la delega a fare operazioni.

Il dubbio è stato sollevato da una consulenza grafologica chiesta dalla Procura di Milano che indaga sul capitale ereditato dal governatore dalla madre: oltre 5 milioni e 300 mila euro, passati in precedenza attraverso due trust alle Bahamas e poi scudati nel 2015 con la voluntary disclosure. Ora gli inquirenti stanno cercando di capire se l’eredità del genitore possa nascondere un’evasione fiscale. Un’evasione che, anche se risulterebbe tale, oggi però sarebbe ritenuta prescritta.

“Fontana è stupefatto sull’ipotesi è che la firma della madre possa essere falsa: per ora in mano non abbiamo ancora nessuna carta. Bisogna rintracciare i documenti del 2005. Certo però è che la firma nel tempo può cambiare”, spiega a Fanpage.it l’avvocato Jacopo Pensa, al fianco del governatore fin dall’inizio del “caso camici” scoppiato la scorsa primavera.

Intanto, con la rogatoria inoltrata mercoledì in Svizzera, la Procura di Milano chiede di avere accesso, in particolare, agli estratti conto del rapporto bancario aperto in una banca di Lugano nel 2005 con una presunta firma falsa, perché da quei documenti si potrebbe capire, secondo gli inquirenti, l’origine dei 2,5 milioni di euro “sospetti”, ritenuti frutto di un’evasione fiscale prescritta da parte di Fontana.

Dagli estratti conto gli inquirenti vogliono scoprire se ci sono stati bonifici o depositi in contanti, e comunque come sono arrivati quei 2,5 milioni sul conto. Le autorità svizzere, dopo l’avvio della rogatoria da parte della Procura, dovrebbero inoltrare ai magistrati milanesi i documenti relativi all’apertura del conto, mentre non è automatico che la Svizzera decida di fornire ai pm gli estratti conto.

 

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