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L’ opinione di Roberto Napoletano. Fermate la pioggia di parole: gli unici investimenti che arrivano nel Mezzogiorno

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Agenpress – Scuote la testa e butta lì infastidito: pioggia di parole. Anzi, a volte fa di più: prima pioveva, oggi grandina. Come non pensare alla smorfia sul volto di Gabriele Pescatore, l’uomo che impersonifica la Cassa delle grandi opere e costruisce con la testa e le mani il miracolo economico del Mezzogiorno, ogni volta che mi capita di fare riferimento alle ceneri dell’intervento straordinario, alle camarille meridionali e nordiste, e al “mostro” del regionalismo che, sono parole sue, “avrebbe fatto saltare di sicuro la sanità, forse il Paese”.

Pescatore «ha unito l’Italia più di Cavour cucendo lo Stivale di strade, argini, canali e acquedotti» («The Economist», gennaio 1975) e ha consentito al nostro Paese di raddoppiare il prestito Marshall con i dollari della Banca mondiale. Soprattutto, dall’America ha portato in Italia il modello della “Tennessee Valley Authority”, una agenzia che il presidente Roosevelt aveva voluto per far fronte alla Grande Depressione.

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Ricordo l’ultima visita a casa del Professore, poco prima della sua dipartita, avvenuta nel luglio del 2016, qualche mese prima del suo centesimo compleanno. Mi gela: guarda che diluvia, hanno tagliato il Mezzogiorno, muore di burocrazia e di assenza di fondi, va tutto al Nord. Mi accorgo quel giorno che sono aumentate le pile di libri disseminate in ogni angolo, e mi convinco che si sente l’assenza della moglie Clementina che non c’è più.

Parlando di lei, il professore dice: «Vedi qui, in queste stanze, Suzette stava benissimo, si sentiva a casa sua, tutto merito di Clementina». Suzette chi, professore? «Ah, scusa, Suzette era la moglie di Eugene Black, il presidente della Banca Mondiale, pranzavano e cenavano qui tutti e due, avevano scelto questa casa come pied-à-terre a Roma e, sempre qui, il mio amico Donato Menichella ha conosciuto Black e ha posto le basi di un’amicizia che valse all’Italia il più cospicuo intervento fatto in Europa.

Tutto avveniva in semplicità, oserei dire con naturalezza». Sono le donne e gli uomini del miracolo economico italiano, e questi sono i loro piccoli segreti. Sono gli anni in cui la lira vince l’Oscar mondiale delle monete, il Sud di Pescatore e della sua macchina da guerra di investimenti riesce a crescere più del Nord. Se si vuole essere seri e fare del Mezzogiorno la priorità economica del Paese non a parole bisogna ripartire da qui

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Per leggere la versione  integrale dell’editoriale del direttore Roberto Napoletano clicca qui:

 

https://www.quotidianodelsud.it/laltravocedellitalia/editoriali/2019/10/09/fermate-la-pioggia-di-parole-gli-unici-investimenti-che-arrivano-nel-mezzogiorno/

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