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La Repubblica della Conoscenza, l’augurio del ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, per la Festa della Repubblica

E’ il primo messaggio che Gaetano Manfredi, Ministro dell’Università e della Ricerca, scrive sulla sua pagina facebook


Agenpress. “Oggi è un giorno speciale. Un giorno di memoria e di futuro. Un giorno solenne per l’Italia ed emozionante per gli italiani. A maggior ragione dopo la straordinaria prova di maturità data dal Paese davanti all’emergenza coronavirus.

Il 2 giugno la Repubblica non festeggia soltanto le sue Istituzioni, festeggia soprattutto il popolo che la rende così straordinaria. L’Italia ha anche il grande pregio di essere abitata e amata da un popolo composto nella sua gran parte da cittadini talentuosi, civili, creativi e generosi.

Pure negli ultimi complicatissimi mesi, l’Italia ha dimostrato di essere una concreta officina di sapere, producendo idee di forte impatto economico e sociale. Dalle università ai laboratori e centri di ricerca nazionali, dalle industrie alle start up innovative, il nostro Paese ha confermato la sua credibilità internazionale nei campi della salute, della sicurezza, delle tecnologie, della conoscenza, grazie a studiosi, professionisti, imprenditori, ricercatori, lavoratori competenti e ingegnosi, donne e uomini pieni di talento ed entusiasmo.

Dicendo che la Repubblica è fondata sul lavoro, i nostri padri costituenti affermavano anche il dovere di ciascuno di essere e dare in proporzione al proprio talento naturale, cosicché la comunità possa raggiungere la pienezza del proprio essere quando tutti avranno contribuito alla prosperità comune. Ragione per la quale l’Italia fondata sul lavoro deve idealmente immaginarsi, per il futuro, fondata anche sulla conoscenza.

Per arrivare a tale traguardo ideale, serve che le Università e le Scuole di Alta formazione entrino sempre più nel tessuto della società e diventino cellule vitali di un corpo in cui ogni organo è essenziale agli altri. Serve che la ricerca incroci il mondo produttivo e sociale in modo che possano dialogare tra loro come vasi comunicanti. Serve, insomma, che si formi una classe dirigente diffusa fondata sul merito, affinché ciascuno ambisca a essere migliore per aiutare chi ha meno.

E ora facciamo festa insieme, la festa di tutti noi, la Festa della Repubblica italiana!”

 

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