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M5s. Lezzi, non chiedo scusa per “no” fiducia a Draghi. Castaldo, “disonestà intellettuale”

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AgenPress – “Non saranno i caminetti e i leader occulti improvvisati nelle call a farmi cospargere il capo di cenere perché sono gli stessi che sono passati da ‘Conte o morte’ a ‘Conte fuori e tutti dentro’ nel termine di poche ore”. Così la ex M5s Barbara Lezzi rispondendo a quanti sostengono “che chi come me è sotto procedura disciplinare per aver votato No a Draghi deve chiedere scusa”. Invece “saranno terzi a stabilire chi non ha rispettato le regole perché, se siamo arrivati sino a questo punto, qualcosa di sbagliato c’è e io lo voglio far appurare perché sono certa di aver agito nella cornice del nostro statuto”.

“E’ bene che si chiarisca che continuo a rispettare tutti i miei colleghi e le loro scelte ma non per questo mi presterò a umiliare me stessa e le mie ragioni” chiarisce ancora la senatrice che punta l’indice contro Fabio Massimo Castaldo che, dice, “ieri sera in una riunione su Zoom, insieme a diversi attivisti, ha detto (non per la prima volta) che chi come me è sotto procedura disciplinare per aver votato No a Draghi deve chiedere scusa”.

Non si è fatta attendere la replica del vice presidente del Parlamento Ue Fabio Massimo Castaldo, che parla di “disonestà intellettuale”, che  “si manifesta in molti modi, tra cui riferire solo una parte delle parole di una persona che risponde a una domanda, decontestualizzandole a proprio uso e consumo. Ultimamente è uno sport molto praticato, a quanto vedo”.

“La domanda era: cosa pensi dei colleghi espulsi? Risposta: sono profondamente addolorato, tra di loro vi sono persone che stimo, a cui voglio bene, figure che reputo storiche nel movimento, è una situazione che fa soffrire tutti noi. A mio avviso (rivendichi il tuo diritto a un’opinione, addirittura a un voto in dissenso, ma a quanto pare io non ne posso usufruire? Viva la democrazia!) hanno sbagliato a votare in dissenso, mancando di rispetto alle regole del gruppo, discutere dei quesiti e delle tempistiche di confronto prima degli stessi è più che legittimo, da tempo chiedo che si cambi, ma facciamolo sempre, caso Diciotti docet che fu ben più ambiguo. Così come discuterei dei profili anonimi che votano sulla piattaforma, battaglia di trasparenza che porto avanti da tempo”.

“Come suonano diverse le parole ricontestualizzate, vero? Ma ormai a qualcuno, anzi a qualcuna interessa solo fare propaganda a sé stessa, fare sfoggio di una pretesa fulgida superiorità morale, dimenticando che ai tempi in cui era Ministra insieme alla Lega, e le conosciamo bene le posizioni della Lega, era molto più incline a scendere a patti con la propria coscienza”.

 

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