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On. Giacomo Portas (leader dei Moderati) sulle nomine Rai: Salini faccia gli interessi dell’Azienda e non dei partiti

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Agenpress. Continuano le bufere in casa Rai, dopo il caso del Festival di Sanremo, sul rifiuto iniziale, poi trasformato in consenso, alla presenza della giornalista-scrittrice palestinese, naturalizzata italana, Rula Jebreal al Festival di Sanremo, bisogna pensare adesso alle nomine. In una televisione di Stato condizionata palesemente dalla politica, audience e risultati passano in secondo piano.

l’On. Giacomo Portas leader dei Moderati racconta a Spraynews.it cosa ne pensa dell’Azienda di Stato: «Era una follia ripudiare la Jebreal, quali i motivi ancora non chiari. Salini si faccia sentire e non sia imbrigliato da vecchi governanti. La Rai sulla vicenda di Sanremo ha dimostrato – afferma il leader dei moderati Giacomo Portas, indipendente di Italia Viva – di essere davvero una televisione istituzionale, mi sembrava una follia non accettare questa donna che può rappresentare al meglio e dare una visione più da vicino di un mondo che deve preoccupare tutti, destra o sinistra.

Adesso via con le nomine e con tutto quello che serve. Io penso che la governance della Rai debba fare anzitutto utili per cui mettere gente capace al di là della tessera che porta, io penso che sia un bene per tutti gli Italiani.

Scegliere persone competenti che magari non facciano parte di un concetto, di una ispirazione o di un ideale politico perchè questo non serve a fare programmi di successo e fare della Rai una televisione per tutti. Restano comunque scandalosi – aggiunge l’on. Giacomo Portas leader dei Moderati racconta a Spraynews.it – gli attacchi rivolti a Paola Ferrari in conseguenza alla sua dichiarazione su Trump e al silenzio delle colleghe giornaliste secondo me le colleghe giornaliste, ma le donne tutte avrebbero dovuto farsi sentire di più. Se davvero vediamo quello che succede nel popolo italiano alle donne mi pare che ci siano più delitti sulle donne che terrorismo.

Sul fatto del sessismo premetto che offendere un uomo o una donna sia la stessa cosa, però chiaramente vedo che in Italia le donne sono ancora più deboli, nel senso più facilmente attaccabili. Non lo dico io lo dice la statistica, quando succedono episodi negativi siamo tutti pronti a votare nei consigli comunali, alla Camera, al Senato, nei consigli regionali, negli ordini del giorno con mozioni a favore di, bisogna anticiparli, e schierarsi quando iniziano gli insulti. Forse tra le donne, tutto sommato, esiste ancora un po’ di invidia».

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