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Report Istat 2019: la salute prima della pandemia in un Paese che continua ad invecchiare

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AgenPress. La situazione relativa alla salute degli anziani (over 75) prima della crisi pandemica, mostrava un quadro di complessivo miglioramento. A confermarlo sono i dati le condizioni di salute della popolazione anziana in Italia nell’anno 2019, pubblicati oggi in un report dell’Istat.
Marcata però la differenza fra uomini e donne. Infatti, ad eccezione delle malattie croniche gravi, più diffuse tra gli uomini (46,0% contro 41,1% delle donne), le donne hanno condizioni peggiori per tutti gli altri indicatori di salute. E la demenza e la depressione sono le patologie più diffuse tra le donne over85.
Il report dell’Istat sottolinea, poi, l’esistenza di almeno tre patologie croniche per oltre metà degli anziani.
Forti anche le differenze territoriali a svantaggio del Sud e delle Isole e le disuguaglianze sociali nella salute. Circa un terzo degli over 75 presenta una grave limitazione dell’autonomia e per un anziano su 10 questa incide sia sulle le attività quotidiane di cura personale che su quelle della vita domestica (8,5% nell’Ue22).
Se è vero che la cronicità peggiora al Nord e migliora al Sud, gli indicatori di salute riferiti alla multimorbilità e alla cronicità grave confermano lo svantaggio del Sud rispetto al Nord. Il divario territoriale maggiore (considerandole differenze della distribuzione per età) si riscontra tra gli uomini anziani per la multimorbilità (38,2% nel Nord e 49% nel Mezzogiorno) e tra le donne della stessa età per la cronicità grave (rispettivamente 34,9% e46,5%).
Analizzando congiuntamente multimorbilità e presenza di malattie croniche, gravi e meno gravi, è possibile scomporre il totale della popolazione anziana in gruppi mutuamente esclusivi secondo livelli di complessità del quadro morboso via via crescenti.
Nel 2019,quasi il 15% degli anziani non presenta patologie croniche; il 24% ne riferisce almeno due tra quelle classificate non gravi; il 18% almeno tre non gravi(dunque un segmento di anziani in condizioni già più critiche rispetto ai precedenti); l’11% ha almeno una patologia cronica grave, ma non presenta multimorbilità e, infine, il 32,3% è la quota di anziani con il quadro morboso più complesso, perché oltre ad avere almeno una patologia cronica grave soffre delle complicanze dovute alla multimorbilità. Le differenze territoriali sono pronunciate.
Nel Mezzogiorno la quota delle donne anziane che hanno la condizione peggiore, vale a dire che sono affette da almeno una patologia cronica grave e da multimorbilità, è pari al 40% contro il 27% nel Nord e il 30,4% nell’Italia centrale, ma – rileva l’Istat si osservano per gli uomini analoghe distanze fra i territori.
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