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Sileri: “Vaccino per bambini? Non sarà obbligatorio ma andrebbe fatto perché ci sono diversi casi di long covid nei bambini”

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AgenPress. Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sul vaccino per i bambini. “Non vi sarà nessun obbligo, quando sarà disponibile il vaccino per età pediatrica sarà su base volontaria –ha affermato Sileri-. Però credo che sia impreciso dire che vacciniamo i bambini per proteggere i più anziani. Noi dobbiamo vaccinare i nostri figli in primis per proteggere loro. E’ vero che il coronavirus, salvo che non ci siano patologie particolari sottostanti, non crea problemi particolari, ma nei bambini esiste sempre il rischio di sviluppare le complicanze al lungo termine del long covid, le percentuali sono variabili da studio a studio, ma possiamo dire che il 12-13% sviluppa questi sintomi di long covid. Questo virus è meglio non incontrarlo in nessuna fascia d’età e se proprio devi incontrarlo meglio incontrarlo da vaccinato.

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E’ vero che più vai verso l’età giovane e meno danni hai, ma tra la morte e il niente c’è uno spettro di complicanze che questo virus può dare anche a chi lo prende nella forma più lieve. Sono complicanze relative ai polmoni, il 6% ha ipostenia cioè ha un’ossigenazione del sangue imperfetta, ci possono essere problemi neuropsichiatrici, problemi cardiovascolari, renali. Complicanze del vaccino? Le miocarditi residuali sono fino al 60% in coloro che hanno avuto il covid a due mesi dalla guarigione, quindi il rischio di miocardite e problemi vascolari è di gran lunga superiore dopo infezione da coronavirus rispetto al vaccino.

Quando si descrive il covid non parliamo di un interruttore: vivo o morto. Fra il sopravvissuto e il decesso ci sono tantissime altre complicanze che dobbiamo gestire. Un terzo dei pazienti dimessi ha un calo della funzionalità renale a 6 mesi dall’infezione. Tante persone muoiono dopo mesi per patologie che sono state aggravate dalle conseguenze del covid. Il covid uccide e se non ti uccide in alcuni casi ti dà altri grossi problemi, chiedetelo a chi ha perso il gusto e l’olfatto e non l’ha ancora recuperato. Sono molto adirato. Quando senti un monsignore che dà la benedizione e dice che i morti da covid sono stati fatti morire, quando senti dire che le bare di Bergamo erano vuote, come fai a non adirarti? Pensare cose del genere è disgustoso”.

Sull’immunità da guarigione. “Se tu hai incontrato il virus e sei guarito, sei ben protetto, ma questa protezione tende a scemare nel tempo, quindi conviene farsi una dose di vaccino nei 6 mesi, oppure la doppia dose di vaccino dopo 6 mesi dall’infezione. Io ho avuto il virus, ma mi sono fatto la doppia dose di vaccino perché l’immunità data dal vaccino è più duratura e più equilibrata, più precisa e quindi più sicura”.

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Sulla terza dose. “La terza dose non è obbligatoria, è consigliata dal sesto mese, ma non è che se la fai dopo l’ottavo mese non sei protetto, la scienza dice che se la fai dal sesto mese l’immunità è più forte e duratura. I richiami si fanno perché il sistema immunitario viene educato contro quel determinato patogeno grazie ai richiami e in questo caso stiamo imparando che con un richiamo dopo sei mesi si dà un’immunità più efficace e più duratura”.

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