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Sondrio. Il razzismo non si ferma nemmeno davanti ad una neonata morta. “Taci scimmia”

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Agenpress – Le urla di una mamma nigeriana di 22 anni, che aveva appena perso la figlia di 6 mesi, all’improvviso, per morte in culla,  hanno infastidito i pazienti in attesa di essere visitati al pronto soccorso dell’ospedale di Sondrio, al punto che qualcuno dei presenti ha iniziato a parlare di “rito tribale”, “rito satanico” o, semplicemente, di “tradizione africana”; qualcun altro, poi, ha tentato di mettere fine a quel dolore con un “Taci, scimmia”, “tanto ne sfornano uno all’anno”.

È una notizia  drammatica quella riportata dalla testata locale “Sondriotoday”: racconta di una mamma che ha perso la figlia di cinque mesi, e che ha ricevuto insulti razzisti – è di nazionalità nigeriana – per il modo in cui ha manifestato il proprio immenso dolore.

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Si riferisce che la mamma, una nigeriana, si è accorta che la piccola non stava bene e non respirava normalmente. Quando è scesa in strada chiedendo aiuto, ha trovato un uomo che ha portato lei e la piccola in ospedale in auto. Ma al pronto soccorso dell’ospedale civile di Sondrio la bimba è arrivata in condizioni disperate e non respirava già da tempo: i medici che l’hanno presa in cura non hanno potuto salvarla. Poco dopo al nosocomio è arrivato anche il papà della neonata, avvisato dalla madre. Loro fuori, dentro l’obitorio la salma della piccola in attesa dell’autopsia che chiarisse la causa del decesso. Così tra urla e pianti si consumava quel dolore tanto forte.

 Nel pomeriggio, poi, durante la manifestazione delle sardine a Sondrio, Francesca Gugiatti, maestra in una scuola primaria e assessore nel Comune di Montagna in Valtellina (Sondrio), ha raccontato pubblicamente le frasi razziste rivolte a quella madre distrutta dal dolore, che ha ascoltato si trovava al pronto soccorso mentre con la madre. La pubblica denuncia è stata, poi, rilanciata dal sito di Sondrio Today ed è rimbalzata sui social attraverso la pagina del gruppo “Sardine Provincia di Sondrio”.

Alla fine dell’editoriale di Sondrio Today si può leggere l’interrogativo che si sono posti in tanti: “Chissà se le urla di una giovane donna valtellinese avrebbero dato lo stesso fastidio. Chissà se a pochi giorni da Natale il fastidio avrebbe lasciato spazio alla comprensione e all’empatia. Chissà se, almeno questa volta, è concesso usare la parola razzismo. Chissà…“.

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E oltre a chi commentava indignato, c’è stato anche chi ha messo in dubbio la veridicità di quanto accaduto. Ma a farsi avanti nei post per dare conferma della notizia sono state, oltre alla stessa Francesca, (la quale è anche intervenuta su Facebook, scrivendo: “Grazie a voi tutti per avermi ascoltato. L’odio, il razzismo e la cattiveria vanno sempre condannati e denunciati. Non esistano se e ma. Questi fatti non possono passare per normalità”), altre persone che hanno testimoniato la veridicità di quanto riferito perché anche loro presenti.

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