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Vaccini: tra mancata consegna, contestazioni, autarchia e ritorno alla normalità

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AgenPress. Sul fronte vaccini la situazione resta ingarbugliata. L’Unione europea contesta l’azienda AstraZeneca e chiede il rispetto del contratto vaccini  e quindi lo svincolo dalla clausola di segretezza per la pubblicazione del contratto con l’Ue, che contesta la produzione delle dosi nel solo Belgio.
Il ministro della salute, Roberto Speranza, ribadisce che “lo Stato italiano entra con capitale pubblico in ReiThera, l’azienda di Castel Romano che sta sviluppando il vaccino antiCovid. E’ una scelta giusta e importante. Da questa crisi dobbiamo uscire più forti per garantire la salute delle persone oggi e domani”.
Milioni di dosi del vaccino dell’azienda Reithera potranno essere somministrate da settembre.
Per il presidente dell’Aifa, Giorgio Palù, “questa è solo una delle prime pandemie che vedremo perché dal mondo animale ne arriveranno altre”.
Il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, spiega  che il Paese “si deve adeguare: deve avere una capacità di fuoco maggiore di sequenziare il virus SarsCov2, a fronte delle sue varianti, e capacita di monitoraggio anche ai fini di misure di contenimento”.
“Una volta vaccinato il personale sanitario ed i soggetti fragili e over-80 nella fase 2, sono necessarie le riaperture. E’ un atto dovuto: in sicurezza, ma è necessario riaprire e questo passa attraverso uno stretto monitoraggio”, afferma il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, sottolineando come “scoprire tempestivamente le varianti del virus significa poter fare una programmazione di convivenza con questo virus e mettere a punto nuove armi”.
Intanto proseguono le seconde dosi del vaccino tra i sanitari della Campania, in attesa che aumentino le dosi in deposito per riprendere con le prime vaccinazioni, che dovrebbero partire dal 6 febbraio.
Quindi si pianifica la fase successiva della vaccinazione. Dal primo febbraio, infatti, Pfizer ha assicurato che la fornitura di vaccini tornerà a livelli normali.
Il contratto con la casa farmaceutica Pfizer per la consegna dei vaccini antiCovid “poteva essere migliore” sostiene il vicepresidente della regione Lombardia e assessore al Welfare, Letizia Moratti: “Era ed e’ stato un contratto stipulato in una situazione di emergenza – spiega Moratti -, una situazione nella quale non si conosceva l’esito che avrebbero avuto i vaccini in fase di autorizzazione. Forse avrebbe potuto essere un contratto migliore, questo però è il contratto che c’è”.
“Quello che il Governo pensa di fare è tutelare attraverso azioni giudiziarie la mancata consegna. E’ un percorso condiviso con la conferenza Stato-Regioni – sottolinea Moratti -, ma sono i governi gli interlocutori con la Ue: questa partita è nelle mani del Governo, noi naturalmente la sosteniamo”.
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