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Veneto. Anguillara. Cittadinanza onoraria a Bolsonaro accolto dalle proteste. Scontri a Padova

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AgenPress – Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha ricevuto ad Anguillara Veneta, in provincia di Padova  la cittadinanza onoraria della città da cui partirono per il Brasile i nonni. Dribblando il sit-in di protesta autorizzato che era stato organizzato davanti alla chiesa del paese, proprio di fronte al Municipio dove avrebbe dovuto ricevere la cittadinanza onoraria, il Presidente oro-verde si è recato direttamente a Villa Arca del Santo, una residenza veneta che si trova sempre ad Anguillara.

L’iniziativa della cittadinanza onoraria, decisa dalla sindaca Alessandra Buoso e sostenuto dalla maggioranza di centro-destra, ha suscitato molte polemiche. Anche la diocesi di Padova ha espresso il proprio disagio in una nota. Nei giorni scorsi il municipio è stato imbrattato con vernice ed escrementi.

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“Il conferimento della cittadinanza al Presidente Brasiliano era unicamente dettato dalla volontà, in quanto erede di emigrati italiani, di dare puntuale riconoscimento alle migliaia di persone, tra i quali appunto compaesani, che muniti esclusivamente della sola forza delle braccia hanno lasciato l’Italia alla ricerca di lavoro presso il paese sudamericano”, ha scritto la sindaca sui social network. “Spiace che quella che voleva essere una semplice festa per l’italianità, in ricordo dei numerosi cittadini di Anguillara che si erano necessariamente rivolti al Brasile, si sia trasformata in un momento di conflitto, consueta palestra per i professionisti della politica”. E “a riprova, onde evitare ulteriori aggressioni non solo verbali, ho deciso unitamente ai miei consiglieri di provvedere direttamente all’esborso monetario relativo alle spese per l’accoglienza della Delegazione Brasiliana”.

La concessione della cittadinanza onoraria è una scelta osteggiata dagli abitanti, al punto che l’altra mattina qualcuno ha imbrattato con vernice ed escrementi proprio la facciata del Comune con la scritta “Fora Bolsonaro”.

Tensioni tra manifestanti, 500 antagonisti, e le forze dell’ordine. Idranti in azione per disperdere i manifestanti che tirano oggetti contro i poliziotti. 

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Sono entrati in azione anche gli idranti per disperdere i manifestanti che hanno tirato oggetti contro gli agenti. Una ragazza è stata fermata, identificata e presa in custodia, secondo quanto si apprende da forze di polizia.

Le due cariche delle forze dell’ordine e l’uso degli idranti hanno disperso i manifestanti che si sono allontanati di corsa da via Belludi, la principale strada di accesso alla Basilica di Sant’Antonio a Padova, per defluire lungo via Roma, una delle arterie principali della città. Tutto questo è avvenuto proprio nei minuti in cui il Presidente brasiliano si congedava da Anguillara per raggiungere Padova.

Molte le bandiere della sinistra, mentre i manifestanti hanno preso la parola man mano per esprimere il loro dissenso all’arrivo del presidente. Tra i presenti vi è anche il consigliere regionale del Pd Andrea Zanoni, noto per le sue battaglie ambientaliste. A spiegare le ragioni della protesta è Antonio Spada, uno dei consiglieri municipali di opposizione che ha votato contro il provvedimento della giunta.

“La cittadinanza è inopportuna – sostiene – perché le posizioni di Bolsonaro non rispecchiano i valori della nostra Costituzione”. Spada cita diversi esempi: “Non condividiamo quello che pensa degli omosessuali, delle donne, dell’Amazzonia, una terra che deve rimanere un bene di tutti”.

Martedì invece sarà a Pistoia al Monumento votivo militare brasiliano, sacrario eretto in onore dei soldati brasiliani caduti durante la Seconda guerra mondiale in Italia. Partiti e associazioni in un documento sottoscritto da Articolo 1, Associazione Palomar, M5s, Pci, Pd, Possibile, Progressisti in cammino, Rc, Sinistra civica ecologista, Sinistra italiana e Verdi contestano quella che definiscono una visita non gradita.

“La nostra riconoscenza e il nostro omaggio vanno a loro e ai caduti per difendere la libertà – si legge nel documento di partiti e associazioni -. Bolsonaro invece non è gradito, non merita di essere ricevuto e salutato ufficialmente dalle autorità italiane, alle quali chiediamo di non tributargli alcun omaggio. Lo chiediamo anche a nome delle 600.000 vittime brasiliane del Covid provocate anche dalla sua discriminatoria politica sanitaria”, “in nome dell’Amazzonia stessa, che Bolsonaro ha lasciato bruciare così da favorire le lobbies dell’agroalimentare che ne hanno appoggiato l’elezione”.

I firmatari si dicono poi “disgustati dal carattere dittatoriale del suo governo e dal suo atteggiamento in occasione dell’assassinio di Marielle Franco, dal suo atteggiamento nei confronti dei diritti della comunità Lgbt e da ciò che ha permesso fosse fatto per estromettere Ignacio Lula dalla corsa alla presidenza del Brasile”.

 

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