Cile. Continuano le proteste contro il caro vita, 15 morti e 2.643 feriti.

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Agenpress –  Il governo cileno ha annunciato oggi che continuano disordini e gravi incidenti fra manifestanti e la polizia, il cui bilancio è ora di 15 morti e 2.643 feriti.

Le proteste sono iniziate due settimane fa, dopo l’approvazione di una legge che aumentava il prezzo del biglietto della metropolitana della capitale, già molto caro se confrontato con lo stipendio medio dei lavoratori cileni. Nel fine settimana il governo del presidente conservatore Sebastián Piñera ha annunciato la sospensione della legge, ma le proteste sono continuate.

I manifestanti hanno attaccato e danneggiato le stazioni della metro, bruciato autobus e sacceggiato supermercati. Lo scorso 6 ottobre, la Metro de Santiago, una compagnia privata partecipata dallo Stato, ha aumentato il prezzo del biglietto nelle ore di punta di 30 pesos, fino a 830 pesos (circa 1,2 dollari).

Il prezzo era stato stabilito da un gruppo di esperti sulla base di numerosi indicatori come l’inflazione o il costo delle forniture per il funzionamento. In segno di protesta, centinaia di cittadini, in particolare studenti delle scuole superiori e universitari, lunedì scorso hanno cominciato a bypassare i tornelli e a sradicarli, in modo che tutti potessero accedere alle piattaforme senza pagare. Poi, mano a mano, la protesta si è estesa ad altre aree del Paese; gli atti di vandalismo si sono moltiplicati, con barricate in strada, incendi e saccheggi a negozi e supermercati.

Le immagini di mezzi blindati e di uomini armati in strada, dei saccheggi nei supermercati e dei danneggiamenti della metro di Santiago hanno fatto il giro del mondo e hanno provocato molta sorpresa: il Cile era considerato uno dei paesi dell’America Latina con l’economia più prospera e con la situazione politica più stabile, tanto che si era parlato a lungo di una specie di “miracolo cileno”.

In una comunicazione effettuata dal Palazzo della Moneda, il sottosegretario agli Interni, Rodrigo Ubilla, ha precisato che delle 15 vittime, undici sono state nella regione di Santiago del Cile, tutte coinvolte in incendi e saccheggi, principalmente in centri commerciali”.

I tre decessi che si sono aggiunti a quelli già conosciuti, ha aggiunto Ubilla, sono avvenuti a La Serena, a Coquimbo e lungo la statale ‘5 Sur’. Il sottosegretario ha sottolineato che, rispetto a quello che succede nel Paese, questo bilancio rappresenta una “conseguenza drammatica”. Comunque, rispetto alle 24 ore precedenti “si è notata una diminuzione significativa dei fatti violenti associati a saccheggi, vandalismi e delinquenza”, ha concluso, rinnovando per questo il ringraziamento e l’appoggio all’operato delle Forze armate.