Coronavirus. Germania, alle imprese soldi a fondo perduto che lo Stato non rivuole indietro

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German Chancellor Angela Merkel makes a press statement before meeting with the heads of associations of the German economy and the trade unions on the economic consequences of the spread of the coronavirus COVID-19 at the Chancellery in Berlin on March 13, 2020. For most people, the new coronavirus causes only mild or moderate symptoms, such as fever and cough. For some, especially older adults and people with existing health problems, it can cause more severe illness, including pneumonia. (John MacDougal/POOL via AP)

Agenpress – “Sono nata in Calabria, ma già da 44 anni abitiamo a Stoccarda. Due anni fa abbiamo aperto questo ristorante. Anche qui c’è il lockdown, finanziariamente lo Stato tedesco si è dato molto da fare, subito hanno abilitato i finanziamenti, in 5 giorni abbiamo ricevuto 9mila Euro. A tutte le imprese fino a 5 lavoratori danno 9mila euro, tra i 5 ai 10 danno 15mila euro, quelle più grandi arrivano a 30mila”.

Così Maria Pia Gentile, titolare del ristorante italiano “Il pescatore” a Stoccarda,  intervenuta ai microfoni di Radio Cusano Campus.

“Sono soldi a fondo perduto che lo Stato non rivuole indietro. Non c’è paragone con la burocrazia italiana. La sera stessa in cui è uscita la legge, mi è arrivata una mail dall’associazione per i gastronomi che mi spiegava come fare domanda. Abbiamo fatto subito la domanda online molto facilmente, ci è arrivata subito la conferma che stavano lavorando la domanda e in 6 giorni ci hanno liquidato i soldi.

Questi sono soldi solo per l’attività, per le spese private ci danno un altro aiuto per darti la sicurezza di pagare l’affitto e le bollette. Lo Stato paga la disoccupazione per chi rimane a casa. Se fai il part-time, ti danno la differenza di stipendio che prendevi prima. Siccome un’associazione di ristoratori si è ribellata che 9mila euro siano pochi per poi riavviare l’attività, il governo sta pensando di dare anche qualcosa in più. Inoltre, se vuoi puoi avere un prestito e pagare la prima rata dopo 1 anno a un interesse del 2%.

Quello che succede in Italia non lo trovo giusto, è una vergogna dare solo 600 Euro di cassa integrazione. Mi dispiace che pur pagando le tasse gli italiani non usufruiscono dei diritti che invece noi abbiamo qui”.