Coronavirus. Visco (Bankitalia). Fondi Ue non gratuiti, si usino con pragmatismo

510
Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco

Agenpress – “Stiamo attraversando la più grande crisi sanitaria ed economica della storia recente  che mette a dura prova l’organizzazione e la tenuta dell’economia e della società. I tempi e l’intensità della ripresa che seguirà la fase di emergenza dipendono da fattori difficili da prevedere”.

Lo afferma il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nelle Considerazioni finali.

La crisi causata dal coronavirus è “senza precedenti nella storia recente”, l’incertezza sulla ripresa “è forte” e quest’anno il Pil italiano potrebbe subire una contrazione tra il -9% e il -13%.

Per superare la crisi, l’Italia deve fare subito le riforme strutturali, migliorando la produttività e allungando la vita lavorativa. È il richiamo del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, secondo cui “la pandemia e la recessione aprono scenari di estrema incertezza che rendono molto difficile tratteggiare i contorni dei nuovi equilibri che si andranno a definire. L’incertezza è una ragione in più per rafforzare da subito la nostra economia, per muoversi lungo quel disegno organico di riforme già per molti aspetti tracciato”.

“Le tendenze demografiche – spiega il governatore – non sono favorevoli: pur tenendo conto dell’apporto dell’immigrazione (stimato dall’Eurostat in circa 200mila persone in media all’anno), la popolazione di età compresa tra 15 e 64 anni si ridurrà di oltre tre milioni nei prossimi 15 anni. Tuttavia, proseguendo lungo tendenze simili a quelle degli ultimi 10 anni, l’aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro e l’allungamento della vita lavorativa potranno permettere all’occupazione di contribuire positivamente alla crescita, per oltre mezzo punto all’anno”.

“Per riportare – aggiunge Visco – la dinamica del Pil intorno all’1,5% (il valore medio annuo registrato nei 10 anni precedenti la crisi finanziaria globale) servirà un aumento medio della produttività del lavoro di poco meno di un punto percentuale all’anno”. I frutti di questa azione riformatrice “non potranno che vedersi col tempo, ma un progetto compiuto rende più chiara la prospettiva, influisce sulle aspettative, accresce la fiducia; può fondarsi su punti di forza che pure si sono andati affermando negli ultimi difficili anni”.

L’Italia può superare il coronavirus con un nuovo “contratto sociale” tra governo, imprese e società civile, perché “insieme ce la faremo”. Per il governatore della Banca d’Italia “serve un nuovo rapporto tra governo, imprese dell’economia reale e della finanza, istituzioni, società civile. Possiamo non chiamarlo, come pure è stato suggerito, bisogno di un nuovo ‘contratto sociale’, ma anche in questa prospettiva serve procedere a un confronto ordinato e dar vita a un dialogo costruttivo”.

La Bce “ha annunciato che, se necessario, l’ammontare del programma straordinario di acquisto (di titoli) sarà aumentato e la sua composizione rivista”, afferma il governatore della Banca d’Italia. “Vi è la necessità di contrastare il rischio, rilevante, di un possibile riemergere della minaccia di deflazione” mentre c’è il rischio di “un pericoloso avvitamento tra il declino dei prezzi e quello della domanda aggregata”.

Il calo dello spread Btp-Bund delle ultime settimane “è confortante ma il differenziale è ancora quasi il doppio di quelli di Spagna e Portogallo, su valori che non trovano giustificazione nei fondamentali della nostra economia, che pure sono da consolidare e sui quali dobbiamo costruire” dice Visco.

“Il differenziale tra il rendimento sui titoli di Stato decennali italiani e quello sui corrispondenti titoli tedeschi, che era stato inferiore a 140 punti base per gran parte del mese di febbraio, è cresciuto rapidamente fino a circa 300 punti verso la metà di marzo”, ricorda. Ieri invece “era pari a 185 punti” e il recente calo “riflette l’azione della politica monetaria e le iniziative europee per il sostegno dell’attività produttiva e il lavoro e per il rilancio degli investimenti “.

Il Recovery fund proposto dalla Commissione europea sul piano di rilancio delle economie post pandemia “sarebbe il primo passo verso un’unione di bilancio e il completamento del disegno europeo”. afferma il governatore.

“Abbracciare con convinzione questa idea, per disegnarla compiutamente e pianificarne l’attuazione, è una necessità non derogabile. Un impegno unitario è nell’interesse di tutti – afferma Visco -: le drammatiche circostanze di oggi rafforzano le ragioni dello stare insieme, spingono a perseguire un progetto che mobiliti risorse a sostegno di una crescita inclusiva e sostenibile”.

“Ogni paese deve utilizzare le risorse messe a disposizione dalle istituzioni europee con pragmatismo, trasparenza e, soprattutto in maniera efficienze”. E’ quanto afferma il governatore della banca d’Italia, Ignazio Visco nelle considerazioni finali avvertendo però che “i fondi europei non potranno mai essere ‘gratuiti'” perché “il debito europee è debito di tutti”. Visco definisce l’ultima proposta Ue, del fondo da 750 miliardi “un’opportunità importante”.

“L’Italia – aggiunge inoltre – è chiamata ad uno straordinario sforzo per sfruttare le opportunità offerte meglio di quanto non abbia fatto negli ultimi decenni”

Secondo il governatore “un nuovo rapporto è indispensabile anche in Europa. Ogni paese deve utilizzare le risorse messe a disposizione dalle istituzioni europee con pragmatismo, trasparenza e, soprattutto, in maniera efficiente”. Visco avverte: “i fondi europei non potranno mai essere ‘gratuiti’: il debito europeo è debito di tutti e l’Italia contribuirà sempre in misura importante al finanziamento delle iniziative comunitarie, perché è la terza economia dell’Unione. Ma un’azione comune, forte e coordinata potrà proteggere e contribuire a rilanciare la capacità produttiva e l’occupazione in tutta l’economia europea”. Ma in realtà “l’importanza della recente proposta della Commissione non sta nella sostituzione di un prestito con un trasferimento, ma nell’assunzione collettiva di responsabilità per il finanziamento della ripresa”. E per questo, se varata “sarebbe il primo passo verso un’unione di bilancio”.

La Banca d’Italia sta intervenendo energicamente a sostegno dell’economia con acquisti di titoli di Stato della Penisola. A “marzo e aprile – riferisce Visco – ha portato il ritmo di investimento in titoli di Stato italiani a oltre 10 miliardi al mese” nell’ambito del primo programma Bce (Ap, o Asset Purchase Programme). “A essi – aggiunge – si sono aggiunti ulteriori interventi, di ammontare anche più alto, nel contesto del nuovo programma di acquisti” anti pandemia, il Pepp.

L’Unione europea “è una risorsa formidabile per i suoi cittadini. La dolorosa esperienza della pandemia rende oggi ancora più forti le ragioni, non solo economiche, dello stare insieme” afferma il governatore.

“I timori e i pregiudizi reciproci riemersi con la duplice crisi dello scorso decennio, e che pure a tratti sono tornati a pesare su decisioni importanti in questa fase delicata, possono essere definitivamente superati e respinti – prosegue Visco- con il contributo responsabile di ognuno”.

“I paesi europei sono chiamati ad affrontare sfide comuni. L’eccezionale caduta della domanda espone le famiglie, le imprese e gli intermediari finanziari di tutti i paesi a rischi per i quali non può che essere comune anche la risposta. La pandemia ha mostrato le potenzialità di una strategia comune in campo sanitario; considerazioni analoghe – spiega Visco – a quelle valide per questo settore si applicano ad altri servizi essenziali, dall’istruzione alla difesa, dalla sicurezza alla giustizia”.

“Si tratta di una opportunità importante per predisporre una risposta comune che, al pari delle misure monetarie, sia proporzionata alla gravità della crisi. In un’area integrata come la nostra, le difficoltà di ogni paese – secondo Visco – si ripercuotono inevitabilmente su tutti gli altri. Solo un’azione comune, forte e coordinata potrà proteggere e rilanciare la capacità produttiva e l’occupazione in tutta l’economia europea”.

“Nel prendere parte alla strategia europea che si va delineando l’Italia è chiamata a uno straordinario sforzo, tecnico e di progettazione, per sfruttare le opportunità offerte meglio di quanto non abbia fatto negli ultimi decenni con i programmi dell’Unione. Seguendo un percorso tracciato insieme con i nostri partner verso un’economia innovativa e più sostenibile, vedremmo rafforzata la possibilità di ritrovare la via dello sviluppo; contribuiremmo – dice ancora il governatore – a ridefinire in una direzione di giustizia ed efficienza il modello economico e sociale da cui dipende indissolubilmente il benessere di tutti i popoli europei”.

La recessione causata dal coronavirus “avrà significative ripercussioni sul mercato del lavoro” e i giovani saranno i più colpiti dalla crisi.

Per Visco “la caduta dell’attività economica ha ridotto le nuove opportunità di impiego, ripercuotendosi in particolare sui giovani che per la prima volta si affacciano sul mercato del lavoro, su chi è abitualmente impegnato in attività stagionali, con contratti a tempo determinato o di apprendistato. Colpisce con maggiore intensità le attività tradizionalmente svolte dai lavoratori autonomi e il lavoro irregolare, ancora troppo diffuso nel nostro paese”.

“Rispetto ad altri paesi – spiega il governatore nelle Considerazioni finali – gli effetti sull’occupazione sono contenuti in Italia dalla sospensione dei licenziamenti e dall’ampio ricorso alla cassa integrazione guadagni, che ha finora coinvolto circa sette milioni di lavoratori, quasi la metà dell’occupazione privata alle dipendenze”. “La partecipazione al mercato del lavoro – aggiunge Visco – è caduta di quasi 300mila unità, scoraggiata dal peggioramento delle prospettive economiche e dalle limitazioni alla mobilità e alle attività produttive che persistono in alcuni settori. In queste condizioni il tasso di disoccupazione (sceso in marzo all’8,4%, quasi un punto in meno rispetto a febbraio) restituisce un’immagine molto attenuata del reale impatto dell’epidemia”.