Minneapolis. Capo polizia: morte Floyd è “violazione umanità”. Coprifuoco anche a Washington

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Agenpress –  Medaria Arradondo, capo della polizia di Minneapolis, il primo afroamericano, si e’ recato nel luogo in cui un suo agente ha ucciso George Floyd, anche lui afroamericano, “per rendergli omaggio”. Rispondendo in diretta sulla Cnn alla famiglia della vittima che chiede l’arresto anche degli altri tre poliziotti coinvolti, ha detto che “il silenzio e l’inazione sono complicità. La morte di Floyd e’ stata una “violazione di umanità”.

Alle cinque, ora italiana, è entrato in vigore il coprifuoco a Washington e in altre città degli Stati Uniti, Poco prima migliaia di persone si erano radunate davanti alla Casa Bianca per protestare contro la morte di George Floyd. L’edificio è blindato dal secret service e dalla guardia nazionale. Segnalati alcuni tafferugli e l’uso di lacrimogeni e spray urticanti da parte della polizia. In piazza Lafayette i dimostranti hanno acceso un grande falò.

Già venerdì sera gli agenti del secret service avevano portato il presidente Donald Trump in un bunker sotterraneo della Casa Bianca per quasi un’ora , quando la protesta si era infiammata davanti alla presidenza.

A New York nuova, imponente manifestazione di protesta contro la morte di George Floyd. Migliaia di persone sono scese in piazza, in particolare a Manhattan e a Brooklyn. Sono già stati registrati alcuni momenti di tensione e un’auto è stata bruciata vicino a Union Square.  Anche la figlia 25/enne del sindaco di New York,Chiara De Blasio, è stata arrestata sabato sera in una protesta a Manhattan.

La giovane è finita in manette dopo che la polizia ha dichiarato illegale un assembramento tra la 12ma strada e Broadway, dove erano scoppiati alcuni tafferugli ed erano state bruciate auto delle forze di sicurezza. Per un attacco con molotov ad un’auto della polizia nel weekend a New York, sono stati arrestati due avvocati. Due membri di una troupe televisiva di Reuters sono stati colpiti da proiettili di gomma e la macchina fotografica di un fotografo è stata distrutta a Minneapolis ieri notte, mentre gli attacchi contro i giornalisti che coprono il conflitto nelle città degli Stati Uniti si intensificano.

Il filmato del cameraman Julio-Cesar Chavez mostra un ufficiale di polizia che lo prende direttamente di mira mentre la polizia spara proiettili di gomma, spray al pepe e gas lacrimogeni per disperdere circa 500 manifestanti nel sud-ovest della città. Un corrispondente della CNN e il suo team sono stati arrestati in diretta televisiva e mentre i manifestanti e polizia si stavano scontrando.

La reporter Kaitlin Rust di Louisville, stazione locale del Kentucky WAVE News ha urlato in diretta: “Mi stanno sparando! Mi stanno sparando!” mentre lei e la sua squadra vengono colpiti dalla polizia locale con proiettili coloranti. Le cronache non raccontano solo di brutalità della polizia. Alcuni dirigenti di polizia e agenti si sono uniti ai dimostranti in segno di solidarietà. A volte chinandosi su un ginocchio – un atto di protesta popolare nel mondo sportivo americano per denunciare le iniquità razziali – come hanno fatto due agenti a New York, rimanendo in cerchio mentre venivano letti i nomi di altri afroamericani uccisi dalla polizia. In Michigan uno sceriffo ha marciato con i dimostranti, come pure il capo della polizia di Norfolk, in Virginia. In ginocchio anche alcuni agenti davanti alla Casa Bianca. Altri casi si sono verificati a Miami e a Santa Cruz.