Vertice Ue. Cozzolino (PD). “Dobbiamo imparare a discutere con i Frugali in maniera più forte”

603
Andrea Cozzolino, europarlamentare del PD

AgenPress – “Si sta discutendo di questi famigerati 10-15 miliardi di differenza, si sta discutendo molto sugli sconti dei cosiddetti Paesi Frugali, che forse dovremmo chiamare diversamente. Dovremmo imparare a discutere con loro in maniera più forte, sottolineando che non sono poi così virtuosi come raccontano. Hanno poi dei sistemi sociali molto più generosi rispetto ai nostri, hanno mediamente un’età molto più bassa rispetto alla nostra per andare in pensione”.

Così Andrea Cozzolino, europarlamentare del PD,  intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus.

“Nella crisi del 2008 abbiamo impiegato 3 anni per raggiungere delle decisioni, quindi oggi mi sembra un miracolo che in poche settimane si siano raggiunti tanti accordi e decise tante misure. In 4 giorni di trattative di questo vertice europeo si sta facendo quello che di solito si fa in due anni. Dobbiamo decidere due misure fondamentali: il bilancio e il piano di ricostruzione europeo. Quindi stiamo discutendo di due straordinari strumenti che impiegherebbero mediamente 2 anni in tempi normali, quindi non meravigliamoci dei tempi, concentriamoci sul senso della battaglia”.

Conte a Rutte: Se crolla mercato ne risponderai. “Ha perfettamente ragione Conte –ha affermato Cozzolino-. C’è in ballo un grande mercato regolato da un flusso di merci, di scambi e questo può provocare danni molto seri all’economia. Serve maggiore responsabilità. In Europa i piccoli-medi Stati del centro-nord tendono a rivendicare una funzione degli Stati non comunitaria, la partita si gioca qui, dobbiamo decidere se vogliamo essere Unione o no”.

Sulla Libia. “La Libia è in guerra da alcuni anni. La situazione è molto complicata. Noi dobbiamo lavorare per una dimensione europea e di presenza in Libia. Gli accordi che l’Italia sta cercando di realizzare, salvaguardando la popolazione libica e i migranti, è l’unica soluzione che abbiamo a disposizione. Non possiamo limitarci ad un ruolo di testimonianza e lasciare la Libia in mano a Turchia e Russia. Attenzione a scherzare con il fuoco”.