Coronavirus. Lopalco, “il virus continua a circolare a bassa intensità, ma circola”

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L'epidemiologo Pierluigi Lopalco, responsabile dell'emergenza in Puglia

AgenPress – “Il contesto in cui ci troviamo nell’estate 2020 esprime le incertezze della ricerca scientifica e la difficoltà di tradurla in azione politica. Il virus è ancora presente nella popolazione e continuerà a circolare probabilmente per un lungo periodo. Dagli esami sierologici effettuati in diverse popolazioni del Nord Italia risulta che tra il 3% e il 10% della popolazione si è finora infettata, vale a dire il 90-97% è ancora suscettibile al virus, anche se non è chiaro quale proporzione degli immunizzati venga rilevata dai saggi anticorpali su IgM e IgG, né se vi sia un correlato sierologico di protezione. Al Sud la prevalenza è ancora più bassa, uguale o inferiore all’1%”.

Lo scrive su facebook l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, capo della task force per l’emergenza Coronavirus della Regione Puglia.

“Il virus non ha subito mutazioni tali da ridurne la pericolosità clinica. Le osservazioni relative a una minore carica virale negli attuali pazienti sono basate sui saggi di amplificazione dell’RNA virale raccolto dai tamponi ed esprimono semplicemente l’effetto del distanziamento sociale; non indicano una minore virulenza clinica, né possono indurre a considerare l’epidemia conclusa.

Diversi osservatori (OMS, ECDC) ritengono che una seconda ondata sia probabile in autunno o inverno, legata alle condizioni climatiche e alla reimportazione dell’epidemia da paesi dell’emisfero Sud. Gran parte dei ricercatori sono concordi nel dire che nel migliore dei casi si verificherà nei prossimi mesi in Europa una fase di basso numero di casi, eventualmente intervallata da nuovi picchi.

Un completo spegnimento dell’epidemia è giudicato improbabile. L’entità dei picchi dipenderà unicamente dalla capacità di rispettare le misure individuali e collettive di protezione, dalle attività di monitoraggio quotidiano e dalla capacità di garantire tempestivamente l’individuazione dei casi, il tracciamento dei contatti e l’isolamento dei sospetti. Sempre nell’ambito delle incertezze, non è attualmente chiaro se qualcuno dei vaccini oggi in sperimentazione (circa 200, di cui 14 in sperimentazione nell’uomo) sarà efficace né quando sarà disponibile

“Il virus continua a circolare a bassa intensità, ma circola. Proviamo a scoppiare quanti più palloncini possibile, prima che arrivi l’autunno”. Lopalco analizza la situazione italiana utilizzando la metafora dei palloncini: “Dove andranno a finire i palloncini…si interrogava Renato Rascel nel famoso ritornello. E noi ci poniamo una domanda non banale: ma l’estate, che fine fanno i virus del raffreddore?”

“Non vi nascondo che la risposta è complicata – premette – e credo che la pandemia di Covid-19 ci aiuterà a dare risposte più robuste. Sulla stagionalità dei virus respiratori esistono pochi dubbi. Il raffreddore, del resto, si chiama raffreddore per un motivo. In inglese lo chiamano ‘cold’, più chiaro di così. È dunque una malattia legata alla stagione fredda. Il freddo, che predispone ad inoculi virali più consistenti, insieme alla ripresa delle attività al chiuso, fanno aumentare la circolazione e l’espressione clinica di questi virus”, spiega. “Quello che osserviamo ora in molte regioni italiane rispetto all’epidemia di Covid-19 è che l’attività locale del virus si è praticamente spenta”.