Taglio parlamentari. Tajani (FI). “Riforma non ci piace, ma non dico cosa voterò. Dal M5S troppa demagogia

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AgenPress – “A noi questa riforma non piace perché, pur essendo favorevoli al taglio dei parlamentari, la riforma andrebbe inserita in un contesto più ampio. Così com’è questa riforma che piace tanto ai 5 Stelle rischia di tagliare fuori dalla rappresentanza parlamentare diverse parti del nostro Paese, penso soprattutto alle regioni più piccole. Poi bisognerebbe inserire il taglio dei parlamentari nella riforma del sistema delle autonomie, dando più poteri alle regioni”.

Così Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia,  intervenuto nella trasmissione “L’imprenditore e gli altri” su Cusano Italia Tv, riguardo al referendum sul taglio dei parlamentari.

“Il mio voto? Sarebbe scorretto dirlo essendo vicepresidente del partito e non essendosi espresso il presidente Berlusconi. Molti di noi voteranno no, qualcuno voterà sì, abbiamo preferito lasciare libertà di voto ai nostri iscritti visto che si tratta di un referendum ed è giusto che si esprimano i cittadini, certamente a noi questa riforma non piace gran che. A me pare che in questa vicenda ci sia molta demagogia. Il M5S ha cercato di trasformare questo referendum in una sorta di lotta alla casta, come se tutta la politica fosse il male, ma i politici non sono altro che i rappresentanti dei cittadini. Si può ridurre il numero dei parlamentari, ma ci vogliono altri bilanciamenti”.

Sul taglio degli stipendi dei parlamentari. “E’ un falso problema, a volte prevale la demagogia e il rischio è che prevalga la visione grillina. Io ho rinunciato a mezzo milione di buonuscita quando ho lasciato la Commissione europea, quindi credo di avere le carte in regola per dire che non bisogna essere demagoghi, altrimenti con la storia dell’uno vale uno rischiamo di non avere più persone capaci che si dedichino alla politica perché la faranno solo quelli che non hanno nient’altro da fare. E’ chiaro che la politica non è un mestiere, bisogna avere una professione dietro le spalle, ma che i politici non debbano essere pagati perché non fanno nulla è uno slogan che non mi piace. La politica dell’uno vale uno e dei senatori estratti a sorte come vorrebbe Grillo mi pare una sciocchezza enorme”.

Sulle condizioni di Silvio Berlusconi. “Berlusconi sta bene, sta già rilasciando diverse interviste per la campagna elettorale. Quando stava male all’inizio e tutti lo chiamavano per sapere come stava, lui diceva: ‘io non sono preoccupato, sono dispiaciuto perché dovrò stare chiuso in ospedale’. L’abbiamo visto certamente provato, però anche in forma e abbiamo sentito le sue parole di grande umanità. Berlusconi è ancora un punto di riferimento solido e vogliamo sostenere questa possibilità guardando in avanti”.

Sul centrodestra. “Non voglio giudicare le situazioni dei partiti alleati. Che ci siano differenze tra noi, Lega e FDI è normale altrimenti saremmo un partito unico. Questo è anche un punto di forza della coalizione, però senza Forza Italia non si vince da nessuna parte. Tutti quelli che hanno lasciato Forza Italia non hanno avuto fortuna, sono tutti scomparsi politicamente”.

Su Roma. “Credo che Roma abbia bisogno in questa fase di un sindaco non proveniente dai partiti, il modello giusto è il modello Bertolaso. Serve una persona che non sia condizionata dal voler fare carriera politica, una persona che ami la città e dedichi i prossimi 5 anni solo a fare il sindaco”.