Dpcm. Fazzone (FI). “Assurdo chiudere i ristoranti alle 18. Il governo vuole il loro fallimento?”

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Il coordinatore di Forza Italia Lazio, il senatore Claudio Fazzone

AgenPress – “Trovo incomprensibile, ingiustificato e per molti versi vergognoso il dpcm che a partire da oggi impone la chiusura dei ristoranti alle ore 18. Personalmente non ho contezza di infezioni o focolai nei ristoranti. I titolari si sono mossi con prudenza e soprattutto hanno rispettato le linee guida. Soprattutto i ristoranti si sono adeguati alle regole riguardanti il distanziamento sociale. Hanno investito sul loro rilancio e hanno diritto di lavorare”.

Lo dichiara in una nota il coordinatore di Forza Italia Lazio, il senatore Claudio Fazzone

“Il governo forse pensa che i contagi siano partiti da queste attività? Ci sono prove scientifiche? Non si è pensato che il problema principale è nei mezzi pubblici?

Il problema dell’impennata dei contagi andrebbe ricercato da altre parti.

A Roma, nel Lazio, come altrove autobus urbani ed extraurbani, metropolitane, treni locali sono stracolmi di persone ammassate. Non c’è il rispetto del distanziamento sociale, in particolare all’ingresso e all’uscita dalle scuole. Non sono forse i mezzi pubblici i veri veicoli dei contagi?

E poi perché chiudere alle ore 18? Il governo pensa che il Covid si trasmetta a partire da quell’orario?

I ristoranti vivono con la cena. Costringere i titolari ad abbassare le saracinesche alle 18 significa toglierli almeno il 70% dei loro introiti. E’ una scelta assurda e priva di senso. Non comprendiamo quale sia la ‘ratio’ che ha spinto il governo ad emanare ulteriori restrizioni ad un settore di grande importanza per l’economia delle nostre città. Il premier Conte è consapevole che condannerà alla chiusura dell’attività decine di migliaia di imprenditori e costringerà i loro dipendenti a cercarsi un altro lavoro?

Il governo torni sui propri passi e cancelli le scelte fatte che rischiano di provocare danni irreparabili a questo settore con conseguenze drammatiche sul piano sociale”.