Mosca. Gli oppositori di Putin restano in carcere. Alexei Navalny in isolamento

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AgenPress – Restano in carcere i manifestanti arrestati in tutta la Russia durante la protesta del 23 gennaio per chiedere la liberazione dell’oppositore Alexei Navalny. Il portavoce del Cremlino ha parlato di “violenze senza precedenti” e ribadito che “non è possibile nessun dialogo” con i “rivoltosi”, che dovranno essere “perseguiti secondo la legge”. “Prima di tutto, le persone che hanno aderito alle manifestazioni illegali hanno violato la legge”, ha detto Dmitry Peskov in conferenza stampa, “le persone che hanno determinate domande meritano di ricevere risposte ma queste domande vanno fatte nel rispetto della legge, è per questo che esistono i media, dove le persone possono esprimere e dar voce alle loro posizioni”. “Coloro che hanno aderito alle manifestazioni illegali, partecipato alle rivolte e attaccato gli agenti delle forze dell’ordine hanno commesso gravi reati che devono essere perseguiti in linea con la legge”, ha aggiunto Peskov, “sono convinto che non ci possa essere alcun dialogo con loro”.

Intanto si continua a fare terra bruciata intorno alla Fondazione anti-corruzione. L’attivista alleata di Alexei Navalny Lyubov Sobol ha fatto sapere che Navalny si trova in completo isolamento in modo da non ricevere notizie e lettere. “Solo gli avvocati possono visitarlo. E possono parlare con lui solo attraverso il telefono, separati da un vetro”, ha detto. Mentre l’avvocato della Fondazione Vladlen Los, cittadino della Bielorussia ma con regolare permesso per vivere in Russia, è stato espulso per cinque anni. Lo ha denunciato lui stesso in un video pubblicato su youtube: è stato ammanettato e costretto a salire su un’auto con un sacchetto in  testa e portato al confine, dove, dopo un viaggio di dieci ore, agenti in borghese lo hanno consegnato alle autorità bielorusse. Le autorità bielorusse non lo hanno arrestato ma gli hanno consentito di lasciare il Paese per un luogo “sicuro”. Los era stato fermato  giovedì scorso a Mosca e gli era stato notificato che avrebbe dovuto lasciare il Paese entro quattro giorni. Venerdì il suo fermo era stato confermato in un arresto per tre giorni, con l’accusa di aver disobbedito a un ordine della polizia.