AgenPress – “Era una nave che aveva delle particolarità. Faceva parte della serie dei 56 metri di Perini: dieci barche in tutto, una linea dunque più che consolidata”.
Lo dice Franco Romani dell’ufficio progetti di Perini Navi, “sono barche che possono fare qualsiasi cosa. Il Bayesian ha imbarcato acqua dal portellone laterale. Altrimenti non sarebbe mai affondato”.
“La mia personale interpretazione è che abbiano lasciato aperto il portellone laterale dopo la festa. Se chiudi tutto, l’acqua non entra: in condizioni estreme, la barca può rollare quanto vuole, ma non va a fondo. Per questo credo che sia rimasto aperto il portellone di fianco, quello che si usa per uscire col tender e le immersioni. C’è un margine di 60 centimetri: quando la barca ha sbandato, sono entrate tonnellate d’acqua che hanno finito per invadere la sala macchine, se, come penso, pure quella è stata lasciata aperta – dice – E non c’è stato più nulla da fare”.
“Vedremo cosa emergerà una volta che sarà stata recuperata dal fondale. Certo, mi fa un po’ strano che non abbiano cercato nessuno di noi del cantiere. Ogni tanto ci sentiamo: a nessuno è squillato il telefono”.
7 i morti tra cui l’armatore, il magnate britannico Mike Lynch e la figlia 18enne, e 15 superstiti. Per adesso non ci sono indagati, c’è solo un fascicolo d’indagine aperto contro ignoti per naufragio colposo e omicidio colposo plurimo. Magistrati e Capitaneria di porto stanno studiando e valutando e ci vorranno altri accertamenti per capire se il portellone laterale era aperto, se altri varchi d’acqua sono stati lasciati aperti, se esiste una scatola nera. Anche se è scontato che i sommozzatori abbiano già acquisito elementi utili, visto che il sostituto procuratore Raffaele Cammarano ha affermato “non vi saranno dichiarazioni su quello che al momento hanno visto i sommozzatori”.
Sembra che quella notte fosse in servizio la guardia in plancia, ma non si spiega perché non abbia visto arrivare la tempesta. “Bisogna stabilire a chi sono ascrivibili i reati che verosimilmente sono stati commessi, se al comandante, all’intero equipaggio o ai costruttori della nave”, ha aggiunto il procuratore capo Ambrogio Cartosio.
“Ci sentiamo vicini alle famiglie delle vittime e sarebbe ancora più doloroso sarebbe se questo lutto terribile fosse stata causato da comportamenti non corretti nella gestione della navigazione”, ha detto ancora Cartosio. Il procuratore capo ha accusato poi la legge Cartabia di ostacolare la libera informazione: “E’ giusto che si sappia che in Italia è vietato al procuratore della Repubblica fare dichiarazioni se non attraverso comunicato stampa e conferenze stampa. La legge crea ostacoli notevoli all’attività della libera informazione, ecco perché finora non ho potuto dire nulla”.