AgenPress. Si è conclusa il 9 luglio 2025 la giornata di approfondimento dell’iniziativa “L’Italia che abiteremo by Remind” presso Palazzo Inail a Roma, un incontro che rappresenta un’importante occasione di confronto tra Rappresentanti del Governo, del Parlamento e delle Istituzioni insieme a Imprenditori, Manager e Professionisti con l’obbiettivo di individuare linee guida e buone pratiche per il benessere e la sicurezza di Famiglie e Imprese; ciò al fine di favorire il processo di trasformazione degli stili di vita nei luoghi, spazi, territori e città in cui le Persone vivono, operano e transitano.
«Abitare e famiglia sono strettamente collegati. E lo sono anche le altre due deleghe che mi sono state assegnate: le pari opportunità e la demografia». Lo ha affermato Eugenia Roccella, Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, intervenendo durante l’iniziativa.
Nel suo intervento, Roccella ha sottolineato il legame tra politiche abitative e sfide demografiche, criticando l’assenza di un’adeguata attenzione alla natalità nei grandi programmi di investimento: «Nel PNRR, con tutta la sua attenzione alla “Next Generation”, nessuno si è preoccupato della questione demografica. Se la nuova generazione si impoverisce e diventa poca, tutte le politiche ne soffrono. Senza nuove generazioni, l’innovazione e la vitalità di un Paese sono destinate a soffrire».
Il Ministro ha poi evidenziato la centralità del tema delle aree interne, «che non sono solo borghi con problemi infrastrutturali, ma rappresentano un patrimonio ambientale, architettonico e culturale straordinario. Quando l’ambiente costruito si degrada e si spopola, si degrada tutto il territorio». E ha aggiunto: «L’Europa, parlando di transizione verde, avrebbe dovuto guardare anche alla conservazione del nostro ambiente costruito. Non è solo questione di foreste pluviali: è anche il patrimonio storico delle nostre città e dei nostri paesi».
Roccella ha inoltre respinto la narrazione secondo cui alcune aree sarebbero “vocate all’eutanasia”: «È esattamente il contrario di quello che il Governo intende fare. Vogliamo rivitalizzare queste aree, e lo stiamo facendo con azioni coordinate tra Stato, Regioni e Comuni, puntando sul riuso e sulla valorizzazione dell’esistente, in particolare delle architetture storiche».
Nel ringraziare l’associazione Remind per l’invito, ha voluto anche soffermarsi sul tema della violenza contro le donne: «È stato un piacere che abbiate accennato a questo tema. È qualcosa che ci tocca profondamente e su cui la Presidente del Consiglio ha speso molto del suo impegno, non solo io». Ha ricordato il lavoro normativo già svolto, con una prima legge centrata sulla prevenzione, e una seconda, attualmente in Senato, «che introduce la tipizzazione del reato di femminicidio. Un intervento anche culturale, per far capire che esiste una specificità: l’uccisione di una donna avviene spesso per una volontà di controllo derivata da un’asimmetria nei rapporti di potere. Alcuni uomini non riescono ancora ad accettare che le donne siano assolutamente libere: di dire no, di cambiare vita, di andarsene, di restare, di fare o non fare».
L’Italia che abiteremo è organizzata e promossa da Remind, associazione delle buone pratiche dei settori produttivi della Nazione, e i contributi dei protagonisti dell’iniziativa andranno ad arricchire il “Libro bianco su Sicurezza, Sostenibilità, Innovazione e Investimenti” messo a disposizione dei Decisori per le linee strategiche e le politiche industriali per la crescita dello Stato.
Paolo Crisafi Presidente di Remind: “Abitare non significa solo risiedere in uno spazio, ma prenderne parte. È costruire senso nei luoghi, generare relazioni, custodire memoria e futuro. È un gesto culturale, economico e sociale che implica cura, visione e responsabilità.
Significa valorizzare il patrimonio urbano e rurale, trasformare gli spazi in ambienti sani, sicuri, sostenibili, accessibili e connessi ai bisogni delle famiglie, delle imprese e delle comunità. Con l’iniziativa L’Italia che abiteremo, vogliamo contribuire a delineare politiche pubbliche e strategie industriali che, partendo dalle buone pratiche dei settori produttivi, guidino la trasformazione dell’Italia rendendola sempre più capace di offrire benessere e sicurezza a tutti i cittadini.”