Roma. Restauro Basilica di San Lorenzo in Lucina. Un angelo affrescato con il volto di “Giorgia Meloni”

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AgenPress. Una piccola figura angelica nella storica Basilica di San Lorenzo in Lucina nel centro di Roma è diventata il fulcro di un acceso dibattito nazionale dopo che un intervento di restauro ha suscitato l’attenzione per un dettaglio sorprendente: uno degli angeli affrescati accanto al busto marmoreo di Umberto II di Savoia ora presenta lineamenti ritenuti molto simili a quelli della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Monsignor Daniele Micheletti, parroco e rettore della basilica, ha commentato la vicenda spiegando di aver commissionato un semplice restauro della cappella e di non essere stato a conoscenza di alcuna intenzione di ritrarre un volto contemporaneo. «Ho letto stamattina il giornale con la notizia e sono andato a vedere il restauro — ha detto — in effetti una certa somiglianza c’è, ma bisognerebbe chiedere al restauratore perché l’ha fatto così. Io non lo so». Micheletti ha ribadito che la sua richiesta era quella di riportare la cappella allo stato originale, senza modificare elementi iconografici.

Secondo alcune ricostruzioni, l’intervento è firmato da Bruno Valentinetti, descritto come sacrestano e decoratore volontario in parrocchia, non come restauratore professionista. La firma “Instauratum et exornatum, Bruno Valentinetti AD MMXXV è visibile su un cartiglio vicino all’angelo.

La notizia ha immediatamente attirato critiche politiche. Il Partito Democratico ha definito “inaccettabile” l’ipotesi che un intervento di restauro su un bene culturale tutelato abbia prodotto un’immagine riconducibile al volto di una figura politica contemporanea.

In una nota, Irene Manzi, capogruppo del Pd in commissione Cultura alla Camera, ha chiesto al ministro della Cultura Alessandro Giuli di attivare immediatamente la Soprintendenza di Roma per accertare i fatti, verificare la regolarità dell’intervento e disporre il ripristino dell’opera secondo criteri scientifici e storico-artistici. Per il Pd, un restauro non dovrebbe includere alterazioni arbitrarie, personalizzazioni o interpretazioni che compromettano l’autenticità e il valore storico del patrimonio culturale italiano.

La vicenda solleva interrogativi sui controlli preventivi e successivi ai restauri in luoghi di alto valore storico e artistico. In basiliche e chiese vincolate, ogni intervento dovrebbe essere sorvegliato da più livelli di vigilanza, compresa la Soprintendenza ai beni culturali, per garantire che le opere siano ripristinate nel rispetto delle tecniche e delle iconografie originali.

 

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