AgenPress. Lo scontro nella destra italiana si fa sempre più duro e ora esplode apertamente tra il generale Roberto Vannacci e il leader della Lega Matteo Salvini. Parole pesanti, accuse frontali e una frattura che sembra andare ben oltre le normali dialettiche interne. “Salvini è il traditore, la mia è la vera destra”, attacca Vannacci, rivendicando una linea identitaria e senza compromessi, contrapposta a quella del segretario leghista.
L’affondo del generale arriva in un momento di forte tensione nel centrodestra, con la Lega alle prese con difficoltà nei consensi e con un dibattito interno sempre più acceso sulla collocazione politica del partito. Vannacci non arretra e rilancia: “Dobbiamo parlare con la destra vera e suonare la sveglia. C’è un elettorato che non si riconosce più nelle scelte fatte negli ultimi anni”.
La replica di Salvini non si fa attendere ed è altrettanto dura. Il segretario liquida le accuse definendo Vannacci “ingrato”, sottolineando come la Lega gli abbia dato spazio politico e visibilità. Un botta e risposta che certifica una rottura ormai evidente e che rischia di avere ripercussioni sugli equilibri interni al partito.
Dietro lo scontro personale, però, si intravede una battaglia più ampia sulla leadership e sull’identità della destra. Da una parte Salvini, accusato dai suoi critici di aver spostato la Lega su posizioni troppo moderate e governiste; dall’altra Vannacci, che si propone come interprete di una destra più radicale, nazionalista e “senza filtri”.
Resta da capire se lo scontro resterà confinato al piano delle dichiarazioni o se si tradurrà in una vera e propria resa dei conti politica. Di certo, il confronto tra Salvini e Vannacci segna un nuovo capitolo nella crisi di identità della Lega e, più in generale, nella competizione per l’egemonia a destra.
