Agenpress. Il senatore Domenico Scilipoti è stato ospite della trasmissione Buongiorno Italia di Casa Radio, dove ha analizzato l’attuale fase politica italiana soffermandosi sugli equilibri parlamentari e sulle recenti tensioni interne alla maggioranza, in particolare dopo lo strappo consumatosi tra il generale Roberto Vannacci e la Lega. Un episodio che, secondo Scilipoti, non può essere liquidato come un semplice caso personale o come una vicenda circoscritta a dinamiche di partito, ma che va invece letto all’interno di una dinamica parlamentare più ampia e strutturale, capace di incidere sugli assetti politici nazionali nel medio periodo.
Nel corso dell’intervento, il senatore ha sottolineato come la storia politica italiana sia costellata di passaggi analoghi, in cui scelte individuali di singoli parlamentari hanno determinato cambiamenti significativi negli equilibri istituzionali. Scilipoti ha evidenziato come il Parlamento, per sua stessa natura, sia un organismo in continua evoluzione, nel quale le posizioni politiche possono mutare in relazione a nuove sensibilità, contingenze internazionali e priorità strategiche del Paese.
Secondo l’ex senatore, la fuoriuscita di Vannacci dalla Lega e la nascita di un nuovo soggetto politico rappresentano un segnale di fermento interno al centrodestra, ma anche un indicatore di un più generale riposizionamento parlamentare che potrebbe manifestarsi in occasione di votazioni particolarmente delicate. In questo senso, Scilipoti ha invitato a non sottovalutare il peso delle scelte individuali, soprattutto in un contesto politico frammentato, nel quale anche pochi voti possono risultare decisivi.
L’analisi proposta durante la trasmissione si è così trasformata in una riflessione più ampia sul ruolo del Parlamento come luogo di mediazione e sintesi tra istanze politiche differenti, ribadendo la centralità delle istituzioni rappresentative in una fase storica segnata da profonde trasformazioni politiche, sociali e geopolitiche. Scilipoti ha infine rimarcato come il confronto democratico, anche quando acceso e divisivo, resti un elemento essenziale per garantire stabilità e legittimità alle decisioni politiche che attendono il Paese.
Secondo Scilipoti, la vicenda Vannacci non rappresenta un fatto isolato, bensì l’ennesima manifestazione di una dinamica ricorrente nella storia repubblicana. Il senatore ha richiamato il precedente del 2010, quando la rottura tra Gianfranco Fini e il Popolo della Libertà aprì una fase di profonda instabilità politica. In quel frangente, Scilipoti svolse un ruolo determinante nel garantire la sopravvivenza del Governo Berlusconi IV, contribuendo alla formazione del gruppo dei “Responsabili”, che consentì di preservare la continuità istituzionale in un momento segnato da forti pressioni interne e internazionali.
«La politica parlamentare – ha spiegato Scilipoti – vive di scelte individuali e di assunzione di responsabilità. I mutamenti di schieramento non sono un’anomalia, ma una conseguenza della libertà di mandato prevista dalla Costituzione». Un principio che oggi torna centrale, soprattutto alla luce della nascita del movimento “Futuro Nazionale”, promosso da Vannacci e destinato, secondo il senatore, a incidere sul dibattito politico nei prossimi mesi.
Il punto più delicato resta la guerra in Ucraina, che continua a rappresentare uno dei principali fattori di tensione a livello globale. Scilipoti ha sottolineato come il conflitto abbia ormai assunto le caratteristiche di una guerra di logoramento, con pesanti conseguenze non solo per i Paesi direttamente coinvolti, ma anche per l’Europa nel suo complesso. L’Unione Europea, ha osservato, appare spesso divisa tra la fedeltà alla linea atlantica e la difficoltà di elaborare una strategia autonoma capace di coniugare sicurezza, diplomazia e tutela degli interessi economici dei propri cittadini.
In questo quadro, l’Italia si trova a dover compiere scelte di grande rilevanza strategica. Da un lato, il rispetto degli impegni internazionali e delle alleanze storiche; dall’altro, la necessità di valutare con attenzione l’impatto interno delle decisioni di politica estera, in termini di spesa pubblica, consenso sociale e stabilità politica. Scilipoti ha evidenziato come il Parlamento debba tornare ad essere il luogo principale in cui queste scelte vengono discusse e condivise, sottraendole a una logica emergenziale o esclusivamente governativa.
La posizione assunta da Roberto Vannacci sull’invio delle armi in Ucraina si inserisce proprio in questo contesto. L’ex generale ha annunciato il proprio voto contrario a ulteriori forniture militari, sostenendo la necessità di privilegiare una soluzione diplomatica al conflitto. Scilipoti ha dichiarato di condividere questa impostazione dal punto di vista della coerenza politica, pur riconoscendo che si tratta di una linea minoritaria. «Il dissenso – ha affermato – è parte integrante della democrazia, soprattutto quando riguarda temi come la guerra e la pace».
Nel suo intervento, il senatore ha nuovamente richiamato l’articolo 67 della Costituzione, ribadendo che l’assenza del vincolo di mandato rappresenta una garanzia fondamentale per la libertà di coscienza dei parlamentari. In un contesto in cui le decisioni di politica estera sono spesso condizionate da pressioni internazionali e da equilibri geopolitici complessi, Scilipoti ha sostenuto che il Parlamento debba esercitare pienamente il proprio ruolo di indirizzo e controllo.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla riflessione culturale e politica contenuta nel suo ultimo libro, “Quid est veritas” (“Dov’è la verità”), citato come chiave di lettura dell’attuale fase storica. Secondo Scilipoti, il conflitto ucraino ha mostrato quanto sia difficile distinguere tra informazione, propaganda e narrazione strategica, rendendo ancora più urgente un approccio critico e responsabile da parte della classe politica.
Sul fronte interno, il senatore ha commentato il Decreto Sicurezza approvato dal Governo, sottolineando come la sicurezza dei cittadini sia una priorità trasversale, che dovrebbe unire maggioranza e opposizione. Scilipoti ha auspicato la costruzione di un percorso bipartisan, capace di superare le contrapposizioni ideologiche e di rafforzare la credibilità delle istituzioni agli occhi dell’opinione pubblica.
In conclusione, l’intervento di Domenico Scilipoti a Casa Radio ha offerto una lettura complessa e stratificata della fase politica attuale, intrecciando dinamiche parlamentari, principi costituzionali e scenari geopolitici internazionali. Dal caso Vannacci alla guerra in Ucraina, passando per il ruolo dell’Europa e le scelte strategiche dell’Italia, il messaggio del senatore è chiaro: senza un Parlamento forte, libero e responsabile, non può esserci una politica all’altezza delle sfide globali che attendono il Paese
Fonte Casa Radio (
