AgenPress. «La Russia alle Paralimpiadi dimostra una tripla morale. Il Comitato Paralimpico Internazionale è diverso dal CIO e, probabilmente sottoposto a pressioni, ha permesso questa cosa. Parlo di tripla morale perché siamo ancora ad aspettare che si apra la discussione sulla partecipazione di Israele con la propria bandiera a Milano-Cortina, non rispettando i principi fondamentali scritti nella Carta Olimpica».
Queste le parole di Mauro Berruto, onorevole del Partito Democratico, su Radio Cusano Campus, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
«La Carta Olimpica prevede che chiunque violi la tregua olimpica, che vale nei sette giorni precedenti e successivi alle Olimpiadi, debba essere bannato. Cosa che la Russia ha fatto in occasione delle penultime Olimpiadi invernali a Pechino, visto che invase l’Ucraina nei sette giorni successivi alla chiusura dei Giochi: motivo per cui per me è stata giustamente esclusa. E chi dice che politica e sport non debbano intrecciarsi racconta una barzelletta», ha proseguito Berruto. «Siamo di fronte a linee diverse. Il CIO non permette agli atleti russi e bielorussi di gareggiare sotto la propria bandiera, mentre il Comitato Paralimpico permette di farlo e nessuno dei due si pone la domanda se Israele stia rispettando i principi fondamentali della casa olimpica oppure no. Dovrebbe esserci nello sport una coerenza di azione che è clamorosamente fallita».
«Sarei l’uomo più felice al mondo se i Giochi Olimpici estivi tornassero in Italia, ma serve una riflessione sul momento storico che lo sport sta vivendo. L’Europa conta sempre meno, quasi nulla. Vedremo i prossimi Giochi invernali sulle Alpi francesi, ma pensando alle prossime Olimpiadi rischiamo di non vederle in Europa prima del 2040, tra Los Angeles 2028, Brisbane 2032 e probabilmente India 2034», ha concluso Berruto. «L’Europa è il luogo dove sono nati i Giochi Olimpici, sia antichi che moderni. Sarebbe interessante immaginare un’edizione di Giochi estiva diffusa, non fra città, diffusa fra le nazioni. Un’Europa che possa tornare protagonista organizzando un’edizione in alcune sue capitali».
