AgenPress. La storia clinica di Paolo è non meno importante di quella politica: egli era medico, e lo fu anzitutto di se stesso, resistendo a una serie di malanni, ciascuno dei quali avrebbe sotterrato chiunque. Il suo è stato un inno alla vita, alla gioia di vivere, nella complicità totale della moglie Lucia, che ha condiviso con lui venti anni di battaglie sanitarie vincenti.
Stavolta non ce l’ha fatta. E torna intatta la domanda di trenta anni fa: “come faremo senza Paolo?”.
E’ quanto dichiara l’On. Gianfranco Rotondi.
