AgenPress. “Si prosegue lungo una linea che io definisco di imbarbarimento sociale, di cui la scuola è vittima. Abbiamo un problema serio di relazioni sociali, si comincia a pensare che è normale andare in giro con i coltelli e usarli di tanto in tanto. Pare sia stata una reazione a un voto insufficiente, ma se ogni volta che un docente dà un’insufficienza deve temere la coltellata allora la scuola la possiamo anche chiudere”.
Queste le parole di Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
“Noi abbiamo chiesto al ministro Valditara un inasprimento delle pene: la proposta è passata e sarà addirittura modificato il codice di procedura penale, con la possibilità dell’arresto in flagranza per chi aggredisce il personale scolastico. Ma qui parliamo addirittura di un tredicenne che non è neanche imputabile, quindi da un lato queste misure servono, dall’altro bisogna capire quanto servano effettivamente”, ha proseguito Giannelli. “I metal detector a scuola penso siano utili, ma finora se ne è parlato in modo circostanziato. Non si tratterebbe di installare quelli fissi, ma avere la polizia, autorizzata dalla prefettura, con i metal detector mobili. Avere i metal detector fissi lo ritengo ingestibile”.
“È un problema culturale, è evidente che i nostri ragazzi sono sottoposti a stimoli di tipo mediatico, cinematografico, sui social in cui si assiste costantemente a sceneggiati in cui è normale accoltellare gli altri. Bisogna invertire questa tendenza. Io provocatoriamente ho chiesto di fare una serie televisiva su un ragazzo educato e che si comporta bene”, ha concluso Giannelli. “Se le facciamo sempre con ragazzi violenti che vengono mitizzati, questo diventa il paradigma comportamentale”.
