AgenPress. Nel contesto delle politiche europee, sempre più orientate a un approccio integrato e trasversale tra ricerca, innovazione e dimensione sociale, il contributo delle scienze sociali e delle discipline umanistiche assume un rilievo strategico. Tali ambiti di studio risultano infatti essenziali per comprendere le trasformazioni in atto, supportare processi decisionali efficaci e promuovere modelli di sviluppo sostenibili e inclusivi.
In questo quadro, l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” ha aderito all’European Alliance for Social Sciences and Humanities (EASSH), la principale organizzazione europea impegnata nella promozione e nel coordinamento delle politiche scientifiche nel campo delle scienze sociali e umanistiche.
L’EASSH riunisce un’ampia rete di università, istituti di ricerca, associazioni e organizzazioni accademiche, costituendo un luogo qualificato di confronto tra comunità scientifica e decisori pubblici. L’Alleanza favorisce lo scambio di conoscenze, l’elaborazione di indirizzi strategici e il dialogo con le istituzioni europee, contribuendo a rafforzare il ruolo delle scienze sociali e umanistiche nei processi di policy-making.
Attraverso questa adesione, l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” intende partecipare attivamente alle attività dell’Alleanza, mettendo a disposizione le proprie competenze e consolidando il proprio impegno nel dialogo con le istituzioni, la società civile e gli attori del sistema della ricerca.
L’ingresso nell’EASSH si inserisce in una più ampia strategia volta a valorizzare il contributo delle scienze sociali e umanistiche nell’analisi delle dinamiche contemporanee e nella definizione di risposte adeguate alle principali sfide a livello europeo e internazionale.
“L’ingresso nell’EASSH è da considerare un momento fondamentale della nostra storia e un riconoscimento del nostro Istituto come think tank di eccellenza nel campo delle scienze sociali e umanistiche che fa della nostra comunità di studiosi punta di diamante in questo settore e riferimento italiano che sposta il baricentro dell’attenzione europea sulla nostra città e sull’ esperienza della scuola romana” dichiara Paolo De Nardis, presidente dell’Istituto.
