AgenPress. Nuovi elementi emergono dal fascicolo legato alle indagini su Andrea Sempio e aprono ulteriori interrogativi sul lavoro investigativo svolto negli anni scorsi. Al centro dell’attenzione della Procura di Pavia ci sono alcuni appunti manoscritti rinvenuti nell’autunno scorso all’interno di documenti custoditi in un fascicolo del Nucleo informativo dei carabinieri di Pavia, reparto che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, non aveva ricevuto la delega ufficiale per le prime indagini svolte tra il 2016 e il 2017.
Si tratta di una decina di righe scritte a penna su un foglio, contenenti annotazioni e correzioni a una bozza della richiesta di archiviazione riguardante il 38enne. La bozza stessa sarebbe stata trovata nello stesso fascicolo e, secondo gli accertamenti effettuati, alcune di quelle modifiche sarebbero poi confluite nella versione definitiva dell’istanza presentata all’epoca dai pubblici ministeri.
La scoperta degli appunti ha spinto gli investigatori ad approfondire la provenienza delle annotazioni e soprattutto l’identità di chi le avrebbe materialmente redatte. Un passaggio considerato cruciale dagli inquirenti, anche alla luce del fatto che quei documenti si trovavano in un fascicolo riconducibile a un reparto che formalmente non risultava incaricato dell’attività investigativa principale.
Proprio per chiarire questo aspetto, la Procura di Pavia ha trasmesso gli atti alla Procura di Brescia, competente per le indagini che coinvolgono magistrati del distretto milanese. A Brescia è già aperto un filone d’indagine legato all’ipotesi di corruzione, nel quale potrebbero confluire anche gli approfondimenti sugli appunti rinvenuti.
L’attenzione degli investigatori si concentra ora sulla filiera che portò alla stesura della richiesta di archiviazione e sui rapporti tra gli uffici coinvolti. Gli appunti manoscritti potrebbero infatti contribuire a ricostruire eventuali passaggi informali nella preparazione dell’atto giudiziario e chiarire se vi siano state interferenze o contributi esterni non ufficialmente tracciati.
Al momento non risultano indagati in relazione specifica agli appunti, ma la loro scoperta viene considerata dagli inquirenti un elemento potenzialmente significativo nell’ambito della più ampia attività di verifica avviata dalla magistratura pavese.
La vicenda aggiunge dunque un nuovo capitolo a un’inchiesta che continua a far discutere e che, a distanza di anni dalle prime attività investigative, torna ad accendere i riflettori sui metodi e sui passaggi che portarono alla richiesta di archiviazione per Andrea Sempio.
