Prof. Foad Aodi: “Dopo aver firmato protocollo di intesa con FNOPI, invitiamo tutte federazioni dei professionisti della sanità a fare lo stesso per andare oltre il decreto cura Italia“
AgenPress. Rafforzare la qualità delle cure, garantire percorsi trasparenti di integrazione professionale e contrastare ogni forma di esercizio in deroga che possa mettere a rischio la sicurezza dei pazienti. Sono questi gli obiettivi centrali del protocollo d’intesa siglato tra FNOPI – Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche – e AMSI, Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, insieme a UNITI PER UNIRE (UXU) e a UMEM – Unione Medica Euromediterranea.
L’intesa, di durata triennale, arriva in una fase particolarmente delicata per il Servizio Sanitario Nazionale, segnata dalla crescente carenza di personale sanitario, dall’aumento della mobilità internazionale dei professionisti e dalla necessità di costruire percorsi di inserimento realmente qualificati, regolati e rispettosi delle norme italiane ed europee.
Le associazioni e i movimenti riflettono sull’importanza strategica di questo accordo e sottolineano come la collaborazione con FNOPI rappresenti un modello concreto di cooperazione interprofessionale, integrazione responsabile e difesa della qualità del sistema sanitario italiano.
Un passaggio centrale del protocollo riguarda il superamento di percorsi straordinari o derogatori che non consentono verifiche complete sui requisiti professionali, linguistici e formativi. L’obiettivo condiviso è favorire invece un reclutamento etico, trasparente e sostenibile, con il coinvolgimento diretto degli Ordini professionali e con percorsi di accompagnamento, tutoring e formazione continua.
“Ringraziamo sinceramente la Presidente Barbara Mangiacavalli e tutta FNOPI per il lavoro svolto in questi anni e per la sensibilità dimostrata su un tema delicatissimo come quello dell’integrazione professionale e della sicurezza delle cure”, dichiara Foad Aodi, medico fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO, docente dell’Università di Tor Vergata e presidente di AMSI e UMEM.
“Questa firma non nasce oggi per caso, ma rappresenta il risultato di anni di dialogo, collaborazione e iniziative comuni portate avanti nel nome della cooperazione interprofessionale. È un accordo che mette finalmente al centro la legalità, il rispetto delle regole, la valorizzazione delle competenze e soprattutto la tutela dei cittadini”, prosegue Aodi.
DOPO L’EMERGENZA COVID E CURA ITALIA : INTEGRAZIONE SÌ, MA CON REGOLE E CONTROLLI
Secondo le associazioni e i movimenti, dopo la fine dell’emergenza Covid la crisi del personale sanitario non può essere affrontata con meccanismi emergenziali permanenti.
“Abbiamo sempre sostenuto che l’Italia abbia bisogno di professionisti sanitari provenienti dall’estero, ma servono percorsi seri, verificati e condivisi con gli Ordini professionali”, spiega Aodi. “Dire no all’esercizio in deroga senza adeguati controlli non significa chiudere le porte, ma significa difendere la qualità dell’assistenza, la sicurezza dei pazienti e anche la dignità dei professionisti stranieri, che meritano percorsi trasparenti e paritari”.
IL RUOLO CHIAVE DEI PROFESSIONISTI SANITARI STRANIERI
Per le associazioni e i movimenti, i professionisti sanitari di origine straniera rappresentano oggi una componente fondamentale per il presente e il futuro della sanità italiana.
“I professionisti sanitari stranieri hanno avuto e continuano ad avere un ruolo decisivo nel garantire il funzionamento del Servizio Sanitario Nazionale, soprattutto nelle aree più in difficoltà e nei momenti più complessi vissuti dalla sanità italiana”, sottolinea Aodi. “Parliamo di donne e uomini che ogni giorno lavorano negli ospedali, nei pronto soccorso, nei servizi territoriali, nelle RSA e nelle strutture universitarie, contribuendo con professionalità, sacrificio e spirito di servizio alla tenuta del sistema sanitario”.
“La valorizzazione dei professionisti stranieri non può limitarsi al semplice reclutamento”, aggiunge. “Serve invece una vera politica di integrazione sanitaria, sociale e professionale, capace di riconoscere merito, competenze, esperienza e percorsi formativi. Dobbiamo superare definitivamente stereotipi, burocrazia e disparità di trattamento”.
Secondo le associazioni e i movimenti, il protocollo con FNOPI rappresenta anche un importante messaggio culturale.
“Questo accordo dimostra che sicurezza delle cure, integrazione e valorizzazione delle professionalità possono e devono procedere insieme”, evidenzia Aodi. “La multiculturalità in sanità è una ricchezza straordinaria se gestita con regole, qualità formativa e collaborazione interprofessionale. I professionisti stranieri non devono mai essere considerati una soluzione tampone o emergenziale, ma una risorsa stabile, qualificata e pienamente integrata nel sistema sanitario italiano”.
L’APPELLO AGLI ORDINI PROFESSIONALI: “SUPERARE DEFINITIVAMENTE LA STAGIONE DELLE DEROGHE”
Le associazioni e i movimenti lanciano inoltre un appello a tutti gli Ordini e agli Albi professionali sanitari affinché si apra una nuova fase di collaborazione strutturata con AMSI, UMEM, AISCNEWS e UNITI PER UNIRE per affrontare in modo definitivo le criticità nate durante il periodo del decreto Cura Italia.
“Il decreto Cura Italia è stato uno strumento importante durante la pandemia e ha consentito di affrontare una fase emergenziale senza precedenti”, afferma Aodi. “Ma oggi siamo in una fase diversa e non possiamo lasciare migliaia di professionisti sanitari in una situazione di precarietà normativa, professionale e umana”.
Secondo le associazioni e i movimenti, cresce infatti il disagio tra molti professionisti sanitari di origine straniera che, pur lavorando da anni nelle strutture italiane, chiedono percorsi più chiari, regolari e tutelati.
“Riceviamo quotidianamente segnalazioni e richieste di aiuto da infermieri, medici e altri professionisti sanitari che ci dicono una cosa molto semplice: vogliamo essere in regola, vogliamo essere riconosciuti e tutelati”, spiega Aodi. “Parliamo di un vero esercito invisibile che ha garantito assistenza nei momenti più difficili della pandemia, svolgendo il proprio dovere con sacrificio e responsabilità, ma che spesso continua a vivere condizioni di incertezza e disparità”.
Le associazioni e i movimenti evidenziano inoltre la necessità di contrastare ogni forma di discriminazione professionale e sociale.
“Abbiamo registrato un aumento delle segnalazioni legate a discriminazioni e difficoltà professionali che stimiamo intorno al 42%”, sottolinea Aodi. “Per questo riteniamo fondamentale aprire una nuova stagione basata su integrazione qualificata, pari diritti, trasparenza e valorizzazione delle competenze”.
Da qui l’appello rivolto a tutti gli Ordini professionali italiani.
“Invitiamo tutti gli Ordini e gli Albi professionali a seguire l’esempio di FNOPI e del suo Consiglio Direttivo, che hanno dimostrato coraggio, responsabilità e concretezza affrontando un tema delicato ma fondamentale per il futuro della sanità italiana”, conclude Aodi. “La collaborazione istituzionale è l’unica strada per superare definitivamente le criticità nate nella fase emergenziale e costruire un sistema sanitario più forte, inclusivo, sicuro e rispettoso delle regole”.
OBIETTIVO VALORIZZAZIONE DI TUTTI I PROFESSIONISTI DELLA SANITA’, ITALIANI E STRANIERI
Nel frattempo AMSI (Unione Professionisti della Sanità Internazionali), rete che comprende oltre 15 commissioni nazionali dedicate alle diverse professioni sanitarie, rilancia la necessità di un confronto strutturato con FNOPI e con tutti gli Ordini professionali per costruire un protocollo condiviso finalizzato alla valorizzazione delle competenze, alla tutela del Servizio sanitario nazionale e al superamento definitivo delle logiche emergenziali legate al periodo pandemico.
«Il decreto Cura Italia è stato fondamentale nella fase più critica della pandemia, ma oggi non può diventare un sistema permanente gestito emergenza dopo emergenza. Ce lo chiedono i professionisti della sanità che rappresentiamo. Noi vogliamo valorizzare la sanità italiana e tutti i professionisti sanitari, italiani e di origine straniera, che ogni giorno garantiscono assistenza e continuità delle cure», dichiara Foad Aodi.
Aodi sottolinea inoltre la necessità di abbassare i toni del confronto istituzionale: «Per questo rivolgiamo un appello a tutti gli Ordini professionali affinché si possa mettere fine agli attacchi arrivati da alcuni esponenti delle diverse albi professionali. Attendiamo risposte concrete, costruttive e fiduciose. L’obiettivo comune deve essere quello di rafforzare il sistema sanitario e valorizzare tutte le professionalità che operano in Italia nel rispetto delle regole e della qualità delle cure».
Il presidente AMSI ringrazia ancora una volta la FNOMCeO e il suo presidente Filippo Anelli «per la disponibilità, il sostegno e la solidarietà dimostrata in questi anni verso i professionisti della sanità di origine straniera», ricordando una collaborazione avviata sin dal 2000 con la Federazione e con i presidenti che si sono succeduti nel tempo.
FORMAZIONE, ECM E COLLABORAZIONE INTERPROFESSIONALE
Il protocollo prevede inoltre iniziative comuni su formazione, aggiornamento ECM, orientamento professionale e accompagnamento all’inserimento lavorativo.
Per le associazioni e i movimenti, la sfida non riguarda soltanto il reclutamento, ma anche la costruzione di una sanità sempre più multiculturale, moderna e capace di valorizzare il lavoro di équipe.
“La vera integrazione non si realizza con una firma o con un contratto di lavoro”, sottolinea Aodi. “Serve un percorso continuo che aiuti i professionisti a comprendere il funzionamento del sistema sanitario italiano, le responsabilità deontologiche, il rapporto con il paziente e il valore della collaborazione interdisciplinare. Solo così possiamo rafforzare il SSN e renderlo più forte, più inclusivo e più sicuro”.
L’appello: investire sui giovani professionisti e sul SSN
Le associazioni e i movimenti evidenziano infine il valore simbolico e istituzionale dell’accordo, arrivato all’indomani delle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla necessità di investire nei giovani professionisti sanitari e nella sanità pubblica.
“Le parole del Presidente Mattarella rappresentano un richiamo importante alla responsabilità collettiva”, conclude Aodi. “Oggi più che mai bisogna investire sui professionisti sanitari, sulla formazione, sulla cooperazione internazionale qualificata e sulla difesa del Servizio Sanitario Nazionale. Questo protocollo va esattamente in questa direzione e dimostra che il dialogo tra professioni sanitarie è la strada giusta per affrontare le grandi sfide della sanità italiana”.
