AgenPress. Non emergono, allo stato attuale delle indagini, elementi che consentano di collegare il gesto compiuto sabato pomeriggio da Salim El Koudri a una patologia psichiatrica. È quanto scrive la giudice nell’ordinanza con cui ha disposto la misura cautelare, escludendo anche che l’uomo fosse incapace di intendere e di volere al momento dei fatti.
Secondo quanto riportato nel provvedimento, non vi sarebbero evidenze tali da sostenere che l’azione sia stata una conseguenza diretta del disturbo schizoide di personalità per il quale El Koudri era stato seguito in passato dal Centro di salute mentale di Castelfranco Emilia.
La magistrata sottolinea infatti che, pur in presenza di un percorso terapeutico documentato, “non risultano elementi idonei a ritenere che l’indagato versasse in una condizione di incapacità mentale tale da compromettere la comprensione delle proprie azioni”. Una valutazione che, almeno in questa fase, porta quindi a escludere attenuanti legate a un eventuale vizio di mente.
Gli accertamenti proseguono per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto sabato e chiarire il contesto in cui è maturato il gesto. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze, immagini e documentazione sanitaria, mentre la procura continua a lavorare per definire il quadro completo della vicenda.
Il riferimento al disturbo schizoide di personalità è entrato nell’inchiesta dopo che era emerso come El Koudri fosse stato preso in carico dal servizio sanitario territoriale di Castelfranco Emilia. Tuttavia, secondo la giudice, la semplice esistenza di una patologia o di un precedente trattamento psichiatrico non basta, da sola, a dimostrare una compromissione della capacità di intendere e volere al momento dei fatti.
La decisione potrebbe avere un peso rilevante anche nelle prossime fasi processuali, soprattutto in relazione a eventuali richieste di perizia psichiatrica avanzate dalla difesa.
