AgenPress. Un tribunale militare statunitense dovrebbe processare nel giugno 2028 l’uomo accusato di essere la “mente” degli attacchi dell’11 settembre 2001 contro gli Stati Uniti, secondo quanto riportato mercoledì dai media statunitensi, che citano un’ordinanza della corte marziale.
Khalid Sheikh Mohammed era considerato una delle figure più importanti dell’organizzazione jihadista Al-Qaeda, fino al suo arresto avvenuto nel marzo del 2003 in Pakistan.
È stato trasferito nella prigione militare statunitense di Guantanamo Bay nel settembre del 2006, dove è tuttora detenuto vent’anni dopo. In precedenza era stato rinchiuso in prigioni segrete della CIA in Polonia, dove è stato ripetutamente interrogato.
Nel luglio 2025, una corte d’appello statunitense ha annullato un patteggiamento in base al quale Khalid Sheikh Mohammed e due suoi compagni di prigione si erano dichiarati colpevoli in cambio dell’immunità dalla pena di morte.
Non si esclude che la data del processo a Khalid Sheikh Mohammed venga rinviata, poiché diverse questioni procedurali restano irrisolte, in particolare riguardo al tipo di prove che saranno ammesse in giudizio.
Il carcere in cui è detenuto, situato in una base della Marina statunitense in territorio cubano subaffittato dagli Stati Uniti, è stato aperto dopo gli attentati del 2001 per ordine dell’allora presidente George W. Bush. Ospitava circa 800 persone accusate di “terrorismo”. Le organizzazioni per i diritti umani, che descrivono il centro di detenzione come un buco nero nel diritto internazionale, ne chiedono la chiusura da anni. Rimane tuttora operativo, sebbene vi siano ancora rinchiusi solo pochi detenuti.
