Ranucci si rivolge al Tribunale del Lavoro di Roma per tornare a condurre Report

- Advertisement -
- Advertisement -

Procedimento d’urgenza al Tribunale del Lavoro di Roma. Il giornalista chiede il reintegro alla guida di Report


AgenPress. Sigfrido Ranucci passa dalle parole ai fatti e presenta il ricorso annunciato nei giorni scorsi contro la decisione della Rai di rimuoverlo dalla conduzione di Report. Il giornalista si è rivolto al Tribunale del Lavoro di Roma con un procedimento d’urgenza, chiedendo di tornare immediatamente alle sue funzioni di autore e conduttore della trasmissione di Rai3.

L’atto, di quasi cinquanta pagine, contesta la decisione assunta dai vertici Rai alla fine di agosto. I legali di Ranucci chiedono al giudice di sospendere, in via cautelare, la procedura di ricollocazione e di impedire alla Rai di procedere unilateralmente con l’assegnazione di uno dei nuovi incarichi prospettati al giornalista.

L’obiettivo è il reintegro alla guida di Report prima dell’avvio della nuova stagione, fissato per l’8 novembre. Una prima decisione del giudice potrebbe arrivare entro 10-15 giorni.

Nel ricorso, il collegio difensivo sostiene l’illegittimità del provvedimento e contesta le motivazioni utilizzate dall’azienda. Tra queste, la Rai aveva fatto riferimento a una “obiettiva situazione di incompatibilità”, a “continue pressioni” e a percezioni di “opacità, commistione e interferenze”.

Secondo l’avvocato Roberto De Vita, però, tali motivazioni non sarebbero accompagnate dall’indicazione di fatti concreti già accertati e direttamente riferibili a Ranucci, né sarebbe stato chiarito il nesso tra le circostanze contestate e la necessità della sua rimozione.

La battaglia giudiziaria si inserisce in una vicenda molto più ampia, intrecciata all’inchiesta sull’attentato contro il giornalista avvenuto a Pomezia il 16 ottobre 2025. Valter Lavitola, detenuto in carcere, ha ammesso di essere il mandante dell’azione dinamitarda; il Tribunale del Riesame ha recentemente confermato la custodia cautelare e l’aggravante del metodo mafioso.

La vicenda giudiziaria prosegue parallelamente al procedimento avviato da Ranucci contro la Rai. Gli investigatori della Dda di Roma stanno analizzando i dispositivi sequestrati a Lavitola, nei quali sarebbero stati individuati anche intervalli temporali e cancellazioni nelle comunicazioni con il giornalista. Ranucci dovrebbe essere ascoltato dagli inquirenti al termine di questa attività di analisi.

Il giornalista ha respinto pubblicamente qualsiasi ipotesi di coinvolgimento negli affari di Lavitola, sostenendo di non avere mai avuto interessi economici nelle sue attività. Nei giorni scorsi aveva inoltre annunciato l’intenzione di agire in tutte le sedi contro quelle che ritiene ricostruzioni false sulla sua vicenda personale e professionale.

 

- Advertisement -

Potrebbe Interessarti

- Advertisement -

Ultime Notizie

- Advertisement -