AgenPress. Sale la tensione in Francia, dove le proteste degli studenti delle scuole superiori, iniziate nei giorni scorsi nell’area di Parigi, si sono estese a numerose città del Paese e sono sfociate in diversi episodi di violenza. Blocchi davanti ai licei, scontri con le forze dell’ordine, incendi e aggressioni hanno spinto il governo a convocare un vertice di crisi nella capitale.
Nella sola giornata di mercoledì 30 settembre sono state 625 le persone fermate durante le proteste, secondo quanto riferito dal ministro dell’Interno Laurent Nuñez. La mobilitazione ha coinvolto complessivamente 356 istituti scolastici, mentre 83 agenti di polizia e gendarmi sono rimasti feriti. Dall’inizio delle proteste, inoltre, il ministero dell’Istruzione ha riferito di 119 studenti e membri del personale scolastico feriti.
Tra gli episodi più gravi si registra quello avvenuto a Marsiglia, al Lycée Victor Hugo. Secondo quanto riferito dalle autorità regionali, il preside, il vice-preside, la segretaria generale e un altro componente dello staff scolastico sono stati aggrediti all’interno dell’istituto e cosparsi di benzina.
Nella stessa città un mezzo dei vigili del fuoco è stato accerchiato e successivamente incendiato davanti al Lycée Saint-Exupéry. Le autorità hanno inoltre disposto la sospensione di autobus, tram e metropolitana a causa di atti vandalici e aggressioni ai conducenti.
La situazione è degenerata anche in altre zone del Paese. A Nantes un incendio ha interessato il Lycée Nelson Mandela, mentre a Rouen sono state segnalate fiamme davanti a un istituto e il ferimento di due dirigenti scolastici.
Nel Pas-de-Calais, un preside è stato colpito all’orecchio da un razzo utilizzato per fuochi d’artificio ed è stato trasportato in ospedale. Secondo il ministero dell’Istruzione, già nei giorni precedenti diversi membri del personale scolastico erano rimasti feriti durante i blocchi: tra gli episodi segnalati, un insegnante aggredito e un dirigente colpito da un proiettile pirotecnico.
La mobilitazione non nasce dagli episodi di violenza, ma da una serie di rivendicazioni relative alle condizioni della scuola pubblica francese. Gli studenti contestano, tra l’altro, la carenza di insegnanti, le dimensioni delle classi, gli orari scolastici e le condizioni degli edifici. Tra le lamentele sono state segnalate anche le temperature elevate raggiunte nelle aule durante le ondate di caldo di quest’anno.
La protesta, partita dalla regione dell’Île-de-France, si è progressivamente estesa ad altre città. Le organizzazioni studentesche hanno annunciato la prosecuzione della mobilitazione, con nuove iniziative previste nei prossimi giorni.
Di fronte all’escalation, il primo ministro Sébastien Lecornu ha convocato a Parigi un vertice interministeriale di crisi. Il governo ha inoltre deciso di annullare fino a lunedì i viaggi e gli spostamenti programmati dei ministri, così da concentrare l’attività dell’esecutivo sulla gestione dell’emergenza.
Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha definito gli episodi di violenza di estrema gravità e ha annunciato che, nei casi in cui occupazioni o danneggiamenti rendano impossibile garantire la sicurezza, le lezioni potranno essere svolte a distanza. L’obiettivo dichiarato dal governo è garantire la continuità dell’attività scolastica e la sicurezza di studenti e personale.
L’escalation ha aperto anche un fronte politico. Esponenti della destra francese hanno accusato La France Insoumise di avere un ruolo nell’alimentare le proteste, mentre esponenti della sinistra hanno difeso il diritto degli studenti a manifestare e sostenuto alcune delle loro rivendicazioni. Queste accuse politiche restano oggetto di forte contrapposizione tra le forze politiche e non vanno confuse con i dati accertati sugli episodi di violenza.
Intanto, il governo deve affrontare una situazione che si è rapidamente trasformata da una mobilitazione legata alla scuola in una più ampia questione di ordine pubblico. Le autorità continuano a monitorare gli istituti interessati dai blocchi, mentre gli studenti annunciano nuove iniziative.
Il bilancio, ancora in evoluzione, racconta di centinaia di fermi, numerosi feriti tra studenti, personale scolastico e forze dell’ordine e diversi episodi di incendio e danneggiamento. Sullo sfondo rimangono le richieste degli studenti per maggiori risorse, personale docente e condizioni di studio più adeguate.
