AgenPress. “Esprimo profonda riprovazione e ferma stigmatizzazione nei confronti della condotta editoriale e giornalistica tenuta nei palinsesti odierni della televisione pubblica e privata. In particolare, faccio riferimento alle puntate trasmesse in data odierna dai programmi “Dentro la notizia” di Gianluigi Nuzzi (Canale 5) e “La vita in diretta” (Rai 1).
Entrambe le trasmissioni hanno perseverato in una narrazione unilaterale sulla vicenda che coinvolge Vittorio Sgarbi, concentrando gli attacchi sulla figura della figlia, Evelina Sgarbi. Tali programmi hanno consentito che la stessa venisse deliberatamente denigrata dai presenti in studio, in totale assenza di un legittimo contraddittorio e senza che vi fosse alcun ospite o rappresentante in grado di darle voce, spiegare le sue ragioni o tutelarne la dignità.
Attraverso questo meccanismo si sta alimentando un vero e proprio mostro mediatico, una gogna che non è più tollerabile né accettabile.
Si continua a ignorare e travisare le uniche ragioni reali che spingono Evelina Sgarbi a intervenire pubblicamente sulla vicenda, ossia la sincera e profonda preoccupazione per la salute e le sorti del padre.
Vittorio Sgarbi, come Evelina tenta disperatamente da tempo di far comprendere, soffre di gravi e precise patologie che nulla hanno a che fare con la depressione e che richiedono attenzioni rigorose, le quali non possono e non devono essere trattate con la superficialità dimostrata da chi gli sta attualmente accanto.
Si ribadisce che durante la stagione estiva Vittorio Sgarbi è stato esposto a ritmi insostenibili: continui e prolungati spostamenti in auto in ogni angolo d’Italia, drastici sbalzi termici legati all’uso dell’aria condizionata, ed estenuanti occasioni di contatto pubblico. Per un soggetto con difese immunitarie gravemente compromesse, era ampiamente prevedibile che un simile quadro di stress organico portasse al contagio di un virus o batterio e al conseguente crollo drastico delle sue condizioni fisiche.
Si diffidano pertanto le redazioni e le testate coinvolte dal proseguire in questa inaccettabile speculazione, che inevitabilmente alimenta una pericolosa campagna d’odio mediatica, e si richiede l’immediato rispetto della verità, del diritto di replica e della deontologia professionale, riservando, in mancanza, ogni azione nelle sedi opportune a tutela della reputazione e della dignità di Evelina Sgarbi”
