Nuove tensioni nella regione di Kherson, nel sud dell’Ucraina. Secondo il ministero degli Esteri russo, un drone ucraino avrebbe colpito un’automobile con civili a bordo nei pressi di Oleshky, provocando il ferimento di due persone. Mosca denuncia la violazione del cessate il fuoco concordato per consentire l’arrivo degli aiuti umanitari e l’evacuazione della popolazione
AgenPress. La fragile tregua raggiunta tra Russia e Ucraina nella città di Oleshky torna al centro delle tensioni. Mosca accusa le forze armate ucraine di aver violato il cessate il fuoco con un attacco contro un’automobile civile, nel quale sarebbero rimaste ferite due persone.
A riferire l’episodio è stato Rodion Miroshnik, ambasciatore speciale del ministero degli Esteri russo, secondo il quale il veicolo sarebbe stato raggiunto da un drone ucraino mentre si trovava nei pressi dell’incrocio di Nechayevsky, lungo la strada in uscita dalla città in direzione dell’insediamento di Radensk.
Secondo la ricostruzione russa, a bordo dell’automobile viaggiavano alcuni civili diretti ad acquistare generi alimentari. Dopo l’attacco, i due feriti sarebbero stati trasportati all’ospedale distrettuale centrale di Oleshky.
La denuncia russa è particolarmente grave perché arriva mentre è in corso una sospensione temporanea delle ostilità, concordata per permettere la consegna di aiuti umanitari e l’evacuazione dei civili rimasti intrappolati nella città.
Miroshnik ha accusato le forze armate ucraine di aver ripreso le operazioni contro la popolazione civile con oltre 24 ore di anticipo rispetto alla scadenza dell’accordo.
La tregua avrebbe dovuto rimanere in vigore fino alle 22:59, ora di Mosca, del primo novembre.
«Le forze armate ucraine hanno ripreso gli attacchi contro la popolazione civile più di un giorno prima della fine del periodo di cessate il fuoco concordato», è la sostanza della denuncia diffusa dal rappresentante diplomatico russo.
Secondo Mosca, nella zona permane inoltre il pericolo rappresentato dai droni, con conseguenti rischi per gli abitanti e per la circolazione dei mezzi civili.
Al momento, tuttavia, non risultano verifiche indipendenti che confermino la responsabilità ucraina nell’episodio.
L’accordo su Oleshky rappresenta uno degli sviluppi diplomatici più significativi delle ultime settimane nel conflitto russo-ucraino.
La sospensione localizzata delle ostilità è entrata in vigore il 27 ottobre, con l’obiettivo di consentire l’ingresso di convogli umanitari, la distribuzione di medicinali e generi alimentari e l’apertura di corridoi per l’evacuazione degli abitanti.
L’iniziativa è stata favorita dalla mediazione della first lady americana Melania Trump, che ha contribuito a mettere in contatto rappresentanti russi e ucraini. Anche Papa Leone XIV aveva sostenuto l’iniziativa umanitaria.
Oleshky, città situata sulla riva meridionale del fiume Dnipro, nella regione di Kherson, è sotto controllo russo dall’inizio dell’invasione del 2022. Prima della guerra contava circa 24.000 abitanti, mentre oggi vi sarebbero rimaste circa 2.000 persone, in condizioni particolarmente difficili.
La popolazione ha dovuto affrontare carenze di cibo, medicinali, elettricità e acqua, oltre al pericolo costante rappresentato dalle operazioni militari e dalle mine.
La tregua aveva consentito di avviare una rara collaborazione operativa tra rappresentanti dei due Paesi.
Il 31 ottobre, le autorità russe e ucraine avevano comunicato il completamento della missione umanitaria. Secondo la commissaria russa per i diritti umani Yana Lantratova, i convogli avevano concluso le operazioni e si stavano dirigendo verso destinazioni differenti.
Anche il commissario ucraino per i diritti umani Dmytro Lubinets aveva confermato la possibilità per i civili che desideravano lasciare Oleshky di mettersi in viaggio verso le zone controllate da Kiev.
Secondo la versione ucraina, il cessate il fuoco era stato rispettato per 87 ore senza violazioni registrate.
La nuova denuncia di Mosca introduce quindi un elemento di forte incertezza proprio mentre l’operazione umanitaria sembrava aver dimostrato la possibilità di una limitata cooperazione tra le parti.
L’episodio rischia di compromettere uno dei pochi risultati concreti ottenuti sul piano umanitario negli ultimi mesi.
La questione centrale riguarda ora la ricostruzione dell’attacco e l’accertamento delle responsabilità. Mosca attribuisce a Kiev la violazione della tregua, ma al momento non sono disponibili conferme indipendenti sull’accaduto e sulle circostanze in cui l’automobile sarebbe stata colpita.
In una guerra caratterizzata da accuse reciproche e difficoltà di verifica sul terreno, la distinzione tra fatti accertati e dichiarazioni delle parti rimane fondamentale.
Oleshky torna così a rappresentare uno dei punti più delicati del confronto tra Russia e Ucraina: un territorio dove anche una tregua temporanea, nata per proteggere la popolazione civile, rischia di trasformarsi in un nuovo terreno di scontro diplomatico e militare.
La speranza è che l’episodio non comprometta definitivamente i corridoi umanitari e che sia possibile garantire la sicurezza dei civili ancora presenti nella regione di Kherson.
