AgenPress. La Germania, lo sapete meglio di me, è il primo partner commerciale dell’Italia. Le nostre Nazioni condividono una relazione economica talmente solida e profonda che sarebbe quasi riduttivo definirla “speciale”. Parliamo di una interconnessione che di fatto ha plasmato i nostri tessuti industriali, che ha forgiato catene del valore complementari e integrate all’interno delle quali si collocano virtuosi circuiti di sub-fornitura. Sono i numeri a restituire la forza di questo legame. Nel 2024 il nostro interscambio ha superato i 150 miliardi di euro. Nei primi nove mesi del 2025 le esportazioni italiane verso la Germania sono cresciute del 2,9%, le importazioni sono cresciute a loro volta dell’1,6%.
Oggi oltre 2.000 imprese italiane operano stabilmente in Germania, generando un fatturato complessivo che ha quasi raggiunto i 90 miliardi di euro e che chiaramente dà lavoro a decine di migliaia di persone. Si tratta quindi di un partenariato economico e produttivo che è strategico, ovviamente non solamente per le nostre economie ma, come dicevo, per l’intera Europa.
Perché insieme noi siamo di fatto il cuore pulsante dell’industria europea, dalla forza dei nostri sistemi produttivi dipende un pezzo molto significativo della forza stessa del Continente europeo, della sua credibilità come potenza industriale, della sua capacità di incidere sugli equilibri geoeconomici e geostrategici globali.
