AgenPress. Giorgia Meloni torna a intervenire nel dibattito sui rapporti tra Europa e Stati Uniti e lo fa con toni netti, in un’intervista rilasciata a Il Foglio. La presidente del Consiglio critica quella che definisce una contraddizione evidente di una parte della politica europea e italiana: attaccare le politiche americane sull’immigrazione e sulla sicurezza, salvo poi invocare l’aiuto di Washington quando si parla di difesa del continente.
“Polemizzano sull’Ice ma chiedono agli Usa di difendere l’Ue”, afferma Giorgia Meloni, facendo riferimento all’Immigration and Customs Enforcement, spesso al centro delle critiche di ambienti progressisti per le sue pratiche di controllo dei flussi migratori. Secondo la premier, si tratta di un atteggiamento “ideologico e poco realistico”, che rischia di indebolire la credibilità europea sul piano internazionale.
Nel corso dell’intervista, Meloni ribadisce la necessità di un rapporto franco e pragmatico con gli Stati Uniti, fondato su interessi comuni e responsabilità condivise. “Non si può pensare di delegare la nostra sicurezza a un alleato e, allo stesso tempo, demonizzarne sistematicamente le scelte politiche interne”, sottolinea, richiamando l’Europa a una maggiore coerenza e maturità strategica.
La leader di Fratelli d’Italia insiste anche sul tema della difesa europea, tornato centrale alla luce delle crisi internazionali e del conflitto in Ucraina. Per Meloni, rafforzare la capacità di difesa dell’Unione non significa mettersi in contrapposizione con Washington, ma diventare un partner più solido e affidabile all’interno dell’Alleanza atlantica.
Non manca, infine, un passaggio sulla politica interna italiana. La premier accusa le opposizioni di usare due pesi e due misure nei confronti degli Stati Uniti: “Si criticano strumenti e politiche americane quando fa comodo, ma poi si chiede agli Usa di farsi carico dei problemi che l’Europa non riesce ad affrontare da sola”.
Un messaggio che conferma la linea del governo: atlantismo convinto, ma accompagnato dalla richiesta di un’Europa più responsabile, meno ideologica e capace di difendere se stessa senza ambiguità.
