Il Perù inasprisce le condizioni carcerarie

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AgenPress. Il presidente ad interim del Perù ha annunciato un nuovo piano per combattere la criminalità organizzata, che prevede pene detentive più severe per alcune categorie di detenuti, nell’ambito di un’offensiva delle forze di sicurezza per arginare l’ondata di estorsioni e omicidi che sta attraversando il paese.

Una nuova categoria di reclusione, la “massima sicurezza”, sarà creata nelle carceri in cui sono stati condotti i condannati per omicidio, rapimento o estorsione, ha annunciato il presidente ad interim José Jeri.

Le persone che rientrano in questa categoria saranno d’ora in poi confinate in celle individuali – in isolamento -, non avranno più il diritto di uscire durante il giorno e potranno ricevere la visita di un solo membro della famiglia al mese. Inoltre, tra le altre cose, è prevista la cessazione della riduzione delle pene.

In due anni, il numero di denunce presentate alle autorità per estorsione è più che decuplicato, passando da 2.396 a oltre 25.000 nel 2025. Lo scorso anno, secondo la polizia, sono stati registrati 2.200 omicidi.

Non è la prima volta che il presidente ad interim annuncia condizioni carcerarie più severe. All’inizio del suo mandato, lo scorso anno, ha limitato le visite ai detenuti più pericolosi e ha annunciato misure per impedire l’uso dei telefoni cellulari nelle carceri.

Secondo l’Istituto penitenziario nazionale (INPE), in Perù ci sono 68 prigioni in cui sono incarcerate circa 102.000 persone.

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