Lazio tra le regioni con maggiore domanda di sanità privata

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AgenPress. Nel 2025 il Lazio si è collocato tra le regioni italiane con il più alto ricorso alla sanità privata. Il 78% dei pazienti si è rivolto almeno una volta a strutture private a pagamento. Con una spesa media di 460 euro a soggetto. Dati che descrivono palesemente un cambiamento strutturale nel comportamento sanitario dei cittadini e confermano il ruolo sempre più centrale della sanità privata nel sistema regionale.

Un pilastro che rafforza il servizio pubblico

Per AISI – Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti, la crescita della domanda verso le strutture private non rappresenta una contrapposizione, non può essere vista come una emergenza, ma rappresenta una componente essenziale dell’equilibrio sanitario.

«La sanità privata è oggi un baluardo del sistema pubblico – dichiara la presidente Karin Saccomanno –. Garantiamo continuità assistenziale, investimenti tecnologici e organizzazione efficiente, contribuendo concretamente alla tenuta dei livelli essenziali di assistenza».

Le imprese sanitarie hanno investito negli ultimi anni in innovazione, digitalizzazione, ampliamento degli orari e potenziamento dell’offerta diagnostica, offrendo tempi certi e percorsi clinici strutturati.

Una scelta legata a rapidità, programmazione e qualità

«Il dato del 78% dimostra che il cittadino ricerca tempistiche definite, chiarezza nei percorsi e qualità percepita – afferma il direttore generale Giovanni Onesti –. Il privato è parte integrante dell’architettura sanitaria regionale e rappresenta un fattore di stabilizzazione dell’intero sistema».

La crescente pianificazione delle spese sanitarie conferma una domanda di salute che non può essere compressa, ma necessita di risposte organizzate e sostenibili.

Valorizzare i professionisti per garantire stabilità al settore

AISI evidenzia tuttavia come la piena sostenibilità del sistema richieda, in questo momento storico, un intervento strutturale sul piano contrattuale e organizzativo.

«Senza tutela e valorizzazione dei professionisti non esiste futuro per la sanità privata – dichiara il segretario generale Fabio Vivaldi –. I contratti fermi da anni e l’aumento della complessità assistenziale stanno generando tensioni operative in molte regioni, tra strutture private e RSA».

Per l’Associazione è indispensabile definire rapidamente un quadro economico stabile che consenta il rinnovo contrattuale e garantisca attrattività e continuità occupazionale.

Un modello da rafforzare, non da indebolire

«Difendere la sanità privata significa rafforzare l’intero sistema sanitario regionale – conclude Saccomanno –. Servono regole certe, soprattutto sulle tariffe, accreditamenti coerenti e sostenibilità economica. Solo così pubblico e privato possono continuare a operare in modo integrato, nell’interesse primario dei cittadini».

AISI ribadisce come sempre la propria disponibilità al confronto istituzionale per consolidare un modello sanitario moderno, integrato e capace di rispondere alla crescente domanda di salute nel Lazio.

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