AgenPress. Il lavoro plasma il nostro essere e il nostro futuro. Contribuisce a far mettere radici, a renderci artefici, protagonisti, responsabili della società che lasciamo a figli e nipoti. Domande e bisogni segnano le fisionomie delle società.
La produzione di ricchezza e la sua distribuzione alimentano la qualità della vita, il benessere della comunità, realizzano i valori a cui si ispirano la nostra convivenza e la nostra cultura, caratterizzano la sostenibilità sociale del nostro modo di essere.
Il lavoro è attore preminente nella realizzazione degli obiettivi di solidarietà sociale assegnati dalla Costituzione. La modernità modifica i ruoli propri al lavoro nella società contemporanea. La velocità nell’innovazione è sempre più cifra di questo nostro tempo.
L’accelerazione tecnologica, peraltro, non conduce alla eliminazione del lavoro, ma alla sua trasformazione. Una trasformazione che, in questo cambiamento d’epoca, rischia di condurre anche a forme di una sua svalutazione, rischio da prevenire e scongiurare. Il lavoro è presidio della società. È espressione della libertà della persona e dell’intera comunità. È dignità. È strumento di partecipazione, di costruzione. L’obiettivo di una piena e buona occupazione è iscritto tra quelli della nostra democrazia.
