AgenPress. Nuovo caso internazionale nel cuore del Mediterraneo. Un gruppo di attivisti impegnati in una “Flotilla civile” denuncia di essere stato fermato e trattenuto in mare aperto, parlando apertamente di “pirateria” e di un’azione contro civili disarmati. L’episodio, avvenuto nelle acque vicine a Creta, ha rapidamente acceso l’attenzione dei media e della comunità internazionale.
Secondo quanto riferito dagli stessi attivisti attraverso video diffusi online, diverse imbarcazioni sarebbero state intercettate e bloccate senza preavviso. “Siamo civili, siamo stati fermati e portati via contro la nostra volontà”, affermano nelle registrazioni, chiedendo un intervento urgente da parte dei governi e delle organizzazioni internazionali per garantire la loro sicurezza.
Le immagini, girate a bordo durante le operazioni, mostrerebbero momenti concitati e la presenza di forze armate che avrebbero preso il controllo delle navi. Gli attivisti parlano di una vera e propria azione coercitiva, sostenendo che il loro obiettivo fosse esclusivamente umanitario.
L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza e sulla libertà di navigazione nel Mar Mediterraneo, già teatro negli ultimi anni di tensioni legate a migrazioni, operazioni militari e missioni umanitarie.
Nel loro appello, gli attivisti chiedono protezione immediata: “Non siamo criminali. Chiediamo ai governi di intervenire e garantire che i diritti dei civili siano rispettati”. Le loro parole chiamano in causa direttamente la comunità internazionale, mentre resta da chiarire chi abbia ordinato e condotto l’operazione.
La marina israeliana afferma di aver sequestrato circa 50 imbarcazioni con a bordo 400 attivisti “a centinaia di chilometri dalle coste israeliane” e di aver informato le persone a bordo di essere “in arresto”, secondo i media israeliani. Lo scrive Al-Jazeera su X.
“Escalation pericolosa e senza precedenti – il commento degli attivisti – il rapimento di civili nel mezzo del Mediterraneo, a oltre 960 chilometri da Gaza, sotto gli occhi del mondo intero. Si tratta di pirateria. I governi devono agire ora per proteggere la Flotilla e ritenere Israele responsabile di queste flagranti violazioni del diritto”.
